Il principio di precauzione
Domenica scorsa ho partecipato alla manifestazione contro la costruzione del terzo inceneritore a Forlì. Non eravamo in tanti ma ho provato piacere nel vedere diversi bambini (oltre ai miei) che partecipavano e che si divertivano a portare cartelloni e fischiare con i fischietti (vedi la foto sotto).
Ha fatto il suo intervento anche il Dott. Montanari che mi è sembrato, come al solito, parecchio incisivo. Ha rinnovando la disponibilità ad incontrare il Sindaco di Forlì (che però ha glissato come sempre) per spiegare il frutto delle sue (e di sua moglie…) ricerche. Purtroppo però abbiamo lasciato solo ai Forlivesi il compito di opporsi all’inceneritore, come se l’inquinamento risentisse dei confini Comunali e non interessasse i paesi e le città limitrofe. Quanto Montanari e sua moglie hanno scoperto sulle nanopatologie è indubbiamente da approfondire e da chiarire bene perchè è di fondamentale importanza applicare il principio della precauzione, non foss’altro per i nostri figli.
Proprio il principio di precauzione che mi sono ritrovato in uno stralcio di articolo che dimostra come il quoziente intellettivo attuale delle nuove generazioni si stia abbassando notevolmente in questo ultimo scorcio di tempo.
Mi ricollego così a delle critiche che ho ricevuto proprio recentemente ad una riunione scolastica da altri rappresentanti di genitori che a fronte del problema del traffico a motore presso le Scuole di Meldola (che sento particolarmente importante), hanno regolarmente portato il parallelo con Milano asserendo che se il traffico facesse male …. quei bambini sarebbero tutti morti.
Io mi auguro non muoia nessuno per l’inquinamento il problema è che vorrei una dimostrazione matematica e scientifica che anche una piccola dose di monossido di carbonio o di altri interessanti inquinanti che fuoriescono dalle nostre autovetture non rappresentino la concausa di qualche tumore in età a venire.
Se la limitazione del traffico veicolare portasse al risparmio anche di una semplice bronchite in due soli bambini penso che varrebbe comunque la pena provare a studiare soluzioni alternative al traffico stesso, soprattutto di fronte alle Scuole in cui i nostri figli sono OBBLIGATI ad andare.
Spero che piano piano maturino consapevolezze che i bambini sono il nostro futuro e quello che resterà nel pianeta terra dopo di noi.
Saluti radiosi