Incontro Siamo ciclisti e non moscerini del 31/01/2007

Ricordate l’incontro che a suo tempo avevo pubblicizzato?

Per me vale la pena riportare, a chi non è potuto venire, cosa sia stato dibattuto dai vari intervenuti.
Il nostro Presidente Antonio Morgagni saluta gli intervenuti presentando la Federazione Italiana Amici della Bicicletta di Forlì che compie, in questi giorni, il suo primo anno di vita. Detto questo passa ad illustrare il programma della serata.

Massimo (Vice presidente FIAB) spiega che la FIAB nazionale ha circa 25 anni di vita ed ora siede nel tavolo nazionale della mobilità. Massimo rappresenta subito il disagio del fatto che il viaggiatore in bicicletta deve utilizzare le strade in comunione con le auto vista la scarsità delle piste ciclabili e questa convivenza è alquanto delicata ed impegnativa; sicuramente un apposito ufficio comunale che si occupi delle biciclette e dei rilievi che i ciclisti rilevano aiuterebbe la convivenza civile e l’estensione di questa viabilità. Vista poi la presenza dell’Assessore Morelli chiede anche un efficentamento dei percorsi ciclistici del centro storico andando a rivedere i sensi unici (rendendoli tali per le auto ma esonerando le biciclette). Fa poi una critica alla qualità del manto di parecchie piste ciclabili nonché alla loro pulizia citando anche alcune vie particolarmente mal messe in questi sensi. Infine fa una critica ai Giovedì senz’auto e segnatamente al fatto che le auto euro 4 – a metano ed a GPL ne sono escluse; queste esclusioni sono troppo ampie e non contribuiscono opportunamente a  sensibilizzare la popolazione, oltrechè sul problema dell’inquinamento ambientale, anche su quello di una mobilità più sostenibile.

A questo punto Antonio presenta una bellissima serie di diapositive che riprendono le strade forlivesi e gli incroci, le intersezioni, alcuni esempi di strade urbane e svariate diapo sulle scuole e le strade in prossimità alle stesse. Ogni volta ci sono paralleli con scelte che sono state fatte in altri paesi europei con tutt’altri esempi di viabilità. Mi ha meravigliato come altri paesi europei abbiano fatto la scelta di non fare parcheggi nei pressi delle scuole, di dotarle di tanti bei semafori pedonali e ciclabili “a chiamata” (con pulsanti ad altezza di bambino). Inoltre Antonio ha sottolineato come anche la scelta di dare la priorità ai ciclisti/pedoni sugli attraversamenti e/o incroci si sia estrinsecata lasciando i punti di attraversamento rialzati rispetto alla strada che pertanto viene ad avere un dosso; lasciando così la precedenza ai pedoni/ciclisti rispetto alle auto; evidenziando con tratte colorate i passi pedonali/ciclabili; indentificando con idonea segnaletica, sia verticale che orizzontale, i percorsi ciclabili e regolamentando opportunamente anche la convivenza ciclista/pedone.

Il parallelo rispetto agli italiani viene fatto continuamente e dalle diapositive si percepisce immediatamente che se i percorsi non sono previsti ed individuati univocamente l’italiano sviluppa percorsi creativi.

Mi è rimasta particolarmente impressa la foto di un incrocio tedesco (mi pare) in cui si vedeva che la bicicletta ha uno stop avanzato rispetto alle auto di qualche metro con un suo apposito semaforino che ha il verde che scatta qualche minuto prima rispetto alle auto permettendo agli utenti deboli di liberare l’incrocio per la successiva viabilità pesante.

Ho avuto modo di apprezzare come gli attraversamenti pedonali (zebrati) vengano utilizzati anche dalle biciclette senza scendere dalle stesse e ho raccolto positivamente l’invito di Antonio di prevedere attraversamenti ciclo/pedonali (con i quadrotti sull’asfalto).

L’ultimo appunto Antonio lo riserva ad una considerazione sul fatto che gli automobilisti spesso sono “avversari” mentre i ciclisti sono sostanzialmente e spesso “solidali” … quindi è bene tenerne conto per le prossime progettazioni urbanistiche….

E’ la volta della Direttrice del IV circolo Didattico (Graziana Neri) che spiega un po’ quanto stia facendo nei suoi plessi elogiando la preziosissima collaborazione sia dei genitori che delle insegnanti/assistenti. Parte con una considerazione per me fantastica: i bambini in strada rendono le stesse più sicure; si è lamentata anche del messaggio trasmesso dai mass media che tende ad allarmare i genitori spingendoli alla maggior tutela invece che all’educazione degli stessi che non può essere demandata unicamente alla scuola. Il suo circolo didattico organizza tre volte all’anno l’iniziativa “A scuola a piedi” per la quale è stata predisposta anche un’apposita sagoma raffigurante una vignetta con dei bambini con borse e con un bel cartello riportante la dicitura “Vai piano, ci siamo noi” che è anche stata assunta dal Comune e verrà lentamente esposta a partire dalla prossima giornata di questo tipo programmata per il prossimo 21 marzo. Infine sottolinea anche il fatto di avere integrato il POF (Piano di Offerta Formativa) con appunto questa importante iniziativa. Infine si stanno anche predisponendo per realizzare un “patentino per il pedone” con cui premiare i bambini maggiormente preparati e formati al ruolo di pedone.

Parla anche il Presidente di Freebikes che, lette poche righe dello statuto dell’Associazione, spiega come la sua Associazione sia più che interessata all’educazione stradale per i bambini spingendosi anche a qualche proposta pratica di realizzazione di campi scuola sterrati in cui un campione del mondo di Mountain Bike loro iscritto potrebbe sicuramente collaborare alla formazione. Ha tentato di spiegare poi il piacere di viaggiare sulle strade bianche escluse dalla viabilità automobilistica pertanto molto più sicure. Ha spiegato come il comune di S.Sofia abbia concesso una sede all’associazione oltrechè appoggiare e favorire il crearsi di idonei percorsi nel comprensorio comunale.

A questo punto è stata data la possibilità di un primo giro di commenti degli intervenuti e qui sono emersi alcuni significativi punti che, per quanto posso, cerco di riportare:

  • Si rivendica a voce alta la mobilità (e non solo automobilità).
  • Si sottoline come nell’ottica della prevenzione vari interventi nei punti maggiormente incidentati potrebbero ripagarsi molto in fretta con un risparmio di spesa sanitaria.
  • Viene ribadita l’importanza del rispetto dei loggiati e dei marciapiedi come zone da non invadere con biciclette e ciclomotori ed è bene che anche la segnaletica sia univoca in questo senso
  • Un ragazzo di “Italia dei Valori” presenta anche una serie di immagini satellitari con tracciata una bella idea ciclabile che unisca V. Spazzoli a Via Medaglie d’Oro con percorso prevalenetemente dedicato e solo ciclabile e di apparentemente poco impatto economico.

E’ la volta dell’Assessore Morelli, che ha delega alla mobilità sostenibile, e che sottolinea immediatamente come questa sia la prima legislatura con tale figura. Specifica che partecipa a tante assemblee ed accentua l’importanza di parlare di queste problematiche. Evidenzia come il piano del traffico di prossima e vicina emissione vada ad aumentare le Zone a Traffico Limitato (ZTL) che implicitamente avvicineranno il fatto di rendere i sensi unici percorribili in senso opposto dalle biciclette. Precisa come le rotatorie che si stanno realizzando andando ad inserirsi in situazioni pre-esistenti non sempre hanno i giusti afflussi ma il fatto di mettere in sicurezza l’incrocio è innegabile e testimoniato dalla riduzione degli incidenti gravi e meno gravi.

Riguardo uno stimolo raccolto dalle diapositive circa la vernice colorata sulla strada per meglio evidenziare alcuni passaggi delicati (attraversamenti pedonali e ciclabili) precisa che effettivamente non è proibito dal codice della strada ma che il Ministero ha risposto a specifica interpellanza di Forlì chiamando in causa i tecnici che la prevedono in caso di incidenti e questa interpretazione chiaramente frena questa possibilità.

Rappresenta anche le molteplici interpretazioni da parte dei genitori e delle persone circa la mobilità, di come sia difficile conciliare le tante segnalazioni e richieste. Un esempio che ricordo è circa il parcheggio rapido in occasione dell’ingresso a scuola dei bambini di alcune scuole in cui i genitori vorrebbero maggiori vigili per regolamentare appunto questa sosta rapida.

Ribadisce come la città si stà organizzando alla nuova mobilità ma di come il ritardo maturato negli anni sia difficile da recuperare in poco tempo.

L’obbiettivo primario della mobilità sostenibile è la messa in rete delle piste ciclabili.
Circa la perplessità segnalata sull’attuale parere dell’avvocatura dello stato che assegna agli insegnanti la responsabilità dei bambini fino alla consegna degli stessi ai genitori l’Assessore e la Dott.ssa Neri precisano che a seguito di un incontro con l’estensore del parere dell’avvocatura (Avv. Paolucci) la stessa ha chiarito che una volta creato un percorso sicuro, create le basi sociali migliori per il percorso (magari coinvolgendo i commercianti e la cittadinanza residente sulla via) non ci sono più troppi problemi a lasciare andare i bambini per la loro giusta strada riuscendo finalmente a responsabilizzarli. La dott.ssa Neri riporta anche di come l’avv. Paolucci si sia meravigliata del riflesso così pesante che, sembra solo in Emilia Romagna, ha avuto la sua interpretazione andando così a limitare di parecchio la possibilità di una utile responsabilizzazione dei bambini.

Abbiamo poi visto un bel filmatino sul confronto Europa/Italia … simpatico ed in alcuni punti (purtroppo molti) anche molto condivisibile. (Grazie Paolo per avermelo trovato in rete … sei un vero segugio..)

Infine le mie personalissime considerazioni:
Finalmente un po’ di educazione alla cittadinanza ed alla salutare convivenza, spero che perseguiremo in questa strada ed aiuterò, per quanto posso, il buon Antonio in questo cammino.

Finalmente un politico che prende appunti e che accetta il confronto (a volte anche aspro); non so che fine faranno i fogli su cui ha scritto, i suggerimenti e gli spunti che sono usciti ma … toccherà a noi tutti vigilare e continuare a battere il chiodo, magari raffredderà un pò, ma l’importante è che non …. arrugginisca!!!

Pianin pianino anche Meldola dovrà cercare di adeguarsi ed iniziare a prestare attenzione magari dando una delega a qualche assessore!!!

Infine chiudo con una immagine che mi ha lasciato Antonio di una scuola in Svizzera in cui all’uscita ed all’entrata un bambino opportunamente segnalato ed istruito direziona il traffico mentre il poliziotto stà a circa 300 metri e verifica che le operazioni procedano correttamente mostrandosi comunque in divisa in modo da dare ufficialità alla cosa. La Scuola elementare di Meldola sarebbe perfetta a questo scopo!!!

Saluti radiosi

One Response to “Incontro Siamo ciclisti e non moscerini del 31/01/2007”

  1. Antonio Morgagni

    la tua relazione è molto più dettagliata della mia . Vuol dire che sei un bravo ascoltatore, oltre ad essere una persona sensibilissima alle tematiche sociali, di questo tema e altri ancora.
    L’unica errore, sicuramente non voluto, è stato sul poliziotto svizzero vicino alla scuola: non 300 metri, ma 30!!!
    Bye, Antonio

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