Mi spiace per il gioco di parole ma è fondamentale iniziare a chiamare ogni cosa con il suo nome; termovalorizzatore è un termine non riconosciuto da nessuno in Europa e nemmeno traducibile pertanto è giusto chiamarlo con il suo nome che è “inceneritore con recupero energetico”
Parlando con un politico locale la sera dell’ultimo Consiglio Comunale lo stesso mi diceva che non ha ancora ottenuto una spiegazione decente sul perché opporsi agli inceneritori; io non sono sicuramente esperto del settore ma mi piace pensare che quando vado a comprarmi le scarpe decido da solo se mi vanno o bene o meno e non ho bisogno di chi le ha fabbricate per capirlo pertanto cercherò di dare informazioni essenziali e, soprattutto, referenziate.
Lavoisier con la sua legge della conservazione della massa ci insegna praticamente che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma; pertanto questi sono i numeri che una ricercatrice di Modena (Prof.ssa Gatti) ed il marito (Dott. Montanari) dichiarano e sfiderei qualcuno dimostrare che loro sbagliano se non in qualche punto percentuale:
A Fronte di una tonnellata di rifiuti bruciati in inceneritore si ottiene quanto segue:
1 tonnellata di fumi; da 280 a 300 kg di ceneri solide; 30 kg di ceneri volanti; 650 kg di acqua sporca da depurare e 25 kg di gesso.
Come vedete il bilancio è negativo perché a fronte di 1 tonnellata che entra, in uscita si ha una mole quasi doppia e di componenti maggiormente dannosi di quelli in entrata; insomma inquinano molto di più!
La maggiorazione è dovuta al fatto che nell’incenerimento occorre aggiungere calce viva, tanta acqua ed ossigeno … altrimenti Lavoisier si rivolterebbe nella tomba!!!
Sarebbe come se io piantassi 1 fila di piselli di giorno e la notte, con il favore delle tenebre, quando dormo qualcuno venisse ad estirparmeli andando ad estirparne una fila anche nel terreno del vicino … un sistema che non si regge finchè non fermo l’estirpatore.
Ricordiamoci che noi siamo tutti “vicini” e che il raggio di ricaduta di un inceneritore è stimato in circa 30 km!!!!
Se poi si considera che i 300 kg di ceneri sono rifiuti speciali e come tali vanno trattati in apposite e specifiche discariche occorre chiarire definitivamente che è inutile raccontarci che con gli inceneritori non servono discariche per non dire poi che sembra che a volte le ceneri vadano a finire ai cementifici (quindi … nelle nostre case) oppure sulle nostre strade.
C’è il problema delle diossine e dei relativi effetti sulla catena alimentare e sull’uomo che non si possono sicuramente accantonare come fantasie.
Detto questo passiamo alle polveri presenti nei fumi dove, oltre ai PM 10 che oramai sono riconosciuti come dannosi, ma che in realtà sembra causino problemi che si fermano alle vie respiratorie (non per questo da sottovalutare) i problemi maggiori sono derivati dalle nano polveri da PM 2,5 fino PM 0,1 (provate a leggervi quì cosa imputano alle PM 2,5)
La nanopatologia è una patologia indotta proprio da queste nano e micro-particelle di tipo inorganico entrate nell’organismo per inalazione o per ingestione; le nanopatologie sono state scoperte nel 1999 da Antonietta Gatti dell’Università di Modena e Reggio Emilia tramite l’impiego di una tecnica di indagine con l’ausilio di un microscopio elettronico a scansione ambientale (scoperta fatta in università … w i nostri ricercatori!!!). Queste scoperte hanno permesso di trovare una spiegazione dell’insorgere di diverse malattie classificate come criptogeniche e, tra queste, le cosiddette Sindrome del Golfo e Sindrome dei Balcani.
Il termine nanopatologie è comunque controverso, in quanto l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sospeso il giudizio sulla pericolosità delle particelle ultrafini in attesa di raccogliere ulteriori e più conclusive evidenze soprattutto di tipo epidemiologico.
La cosa che mi lascia più atterrito è che queste nanoparticelle entro 60 secondi finiscono nel sangue e, attraverso il sistema linfatico, in ogni organo umano e animale e non ci se ne libera più perché non biocompatibili; possono perfino penetrare il nucleo cellulare e modificarci geneticamente!!!
Tra le tante patologie ipotizzate spiccano alcune malattie del sangue come le trombosi, i tumori, nonché tutti gli stati patologici causati da concentrazione di elementi inquinanti nell’organismo.
Queste nanoparticelle sono sempre esistite, solitamente prodotte da vulcani mentre l’uomo ha reso più estese le fonti di emissione (procedimenti ad alta temperatura, industriali e non; impianti di riscaldamento; traffico automobilistico; inceneritori di rifiuti; fonderie Bombe all’uranio impoverito o al tungsteno).
Per questa volta mi fermo qui, prego chi non ha troppa voglia di leggere di provare a guardarsi qualche registrazione che tranquillamente si trova su arcoiris alla voce di Antonietta Gatti oppure Stefano Montanari, oppure nanopatologie. C’è anche un inquietante esempio di intromissione nella catena alimentare con rischio di estinzione dei pesci … e successiva desertificazione marina …. ma non solo!!!
Personalmente di una ricerca mi piace sapere chi la finanzia e/o da chi è pagato il ricercatore; della Prof.ssa Gatti e del Dott. Montanari mi fido prima di tutto perchè li ho sentiti parlare di persona conoscendoli anche, ed in più perchè anche io mi pregio di aver contribuito (seppur in minimissima parte) all’acquisto del microscopio elettronico.
Inoltre penso che difficilmente tanti farebbero ricerche del genere pubblicandone risultati che coinvolgono multinazionale e colossi del calibro di quelli elencati.
Spero che questa sintesi volutamente non approfondita (non ne avrei le capacità) serva da stimolo ad una ricerca approfondita e se qualcuno commenterà degli approfondimenti o delle richieste di chiarimento sarò lieto di mettere a disposizione le mie …. Scarpe
Saluti radiosi