Campionato Regionale Giovanile di Scacchi

25/04/2009, bellissima giornata trascorsa a Levizzano Rangone (MO) assieme a tanti altri genitori e ragazzi che hanno animato una bella competizione sportiva.

Un grazie sentitissimo a Enrico che ha reso possibile questo insegnando ai nostri piccoli questo gioco/sport che stimola, in loro, tanti schemi e ragionamenti. Grazie soprattutto per aiutarli a crescere sani e con sinapsi celebrali belle reattive …

Nella classifica under 10 si trovano anche Leonardo e Lorenzo al 26esimo e 56esimo posto su 66 partecipanti … promettono bene e … speriamo persistano 🙂

Saluti radiosi

I miei primi 40 anni

Ebbene si, sono arrivato al traguardo dei quarant’anni.

Ricordo quando da piccolo vedevo i quarantenni e li consideravo “vecchi” ed ora mi ci trovo dentro in pieno ed appaio “vecchio” agli occhi dei miei figli :-))

Fin qui una vita perfetta, un lavoro che mi piace, amici sinceri, una moglie fantastica che mi è vicino da quando di anni ne avevo 15; il coronamento del nostro amore nel 1997 quando ci siamo sposati e poi nel 1999 e nel 2000 la nascita di Leonardo prima e Lorenzo poi fino ad arrivare al 2008 che ci ha portato in dono Ludovico.

L’unico rammarico è di aver perso mio padre troppo presto e non averlo potuto conoscere meglio ma per il resto fratello e sorella e mamma non potevano essere migliori; sono contento di averli vicini a me con le loro fantastiche famiglie.

Sembrano frasi fatte ma le sento veramente dal profondo!

La voglia di cambiare il mondo non è ancora declinata e non mi do certamente per vinto o per appagato; spero e pretendo di lasciare un mondo migliore ai miei figli e spero che loro un giorno mi daranno atto di questi miei impegni; spero anche di riuscire a fare in modo che mi conoscano meglio di come io ho conosciuto mio padre.

Questa giornata la passerò con la mia famiglia e assieme a loro, spero, potremo renderla indimenticabile proprio per aprire il mio secondo quarantennio nel migliore dei modi. Sicuramente sarà un quarantennio, questo che si apre, in cui si vedrà un certo declino ma la vecchiaia non mi spaventa e spero che possa portare anche una buona dose di “maturazione” sia interiore che nei rapporti con chi mi sta vicino.

Grazie a tutti coloro che mi leggono e che mi hanno fatto gli auguri o me li faranno, sicuramente amici o comunque a me vicini.

Saluti radiosi

Romeo Giunchi

Altra Mangiata di classe delle superiori, 21 anni dal diploma

Dopo la precedente mangiata andata alla grande la il corso elettrotecnico diplomatosi nell’anno scolastico ’87/’88 si ritrova in allegria e spensieratezza.

Venerdì 27/02/2009 improcrastinabilmente entro le 20:00 ci troviamo davanti all’ITIS di Forlì per poi partire alla volta di una trattoria Bertinorese. Il bravo Fabrizio ha già raccolto le giustificazioni di chi di noi proprio non può venire (Il Gobi e il Deiforme sono all’estero e qualcun altro ha impegni improcrastinabili) … in questo spazio spero non ci saranno altre giustificazioni di assenza ma, qualora ci fossero … devono essere solide :-)))

Questa volta per il tramite del Giova dovremmo riuscire ad avere anche qualche professore … sarà veramente un gran ritrovo!!!

Avanti tutta e …. saluti radiosi

Sesto Giunchi, classe 1918 – mio padre

  • Quale giorno migliore per interrompere il silenzio sul mio blog, questo sarebbe il novantesimo compleanno di mio padre … se fosse ancora in vita!!! <!– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –>

Nel seguito riporto l’analisi che ho compiuto su diversi documenti militari e personali rinvenuti qua e la che raccontano la guerra Mondiale così come l’ha vissuta mio padre. Penso sia il miglior regalo metterlo in rete in modo che la sua memoria resti per chi c’è e per chi verrà.

Purtroppo l’ho perso all’età di 14 anni ma lo ricordo bene e gli voglio scrivere quello che ho sempre rimandato e non gli ho mai detto:

G R A Z I E

Ho riportato fedelmente anche i nomi che ho interpretato casomai qualcuno cercasse notizie in rete … se lo fa e ritrova qualcosa che possa arricchire la descrizione è vivamente pregato di commentare … lo richiamerò io stesso!!!

Pianta dello stalag in cui è stato recluso

Pianta dello stalag in cui è stato recluso

Giunchi Sesto, nato il 04/12/1918; Viveva con la famiglia a Meldola (FC) in via S.Giovanni, 26.

Soldato di leva della classe 1918 lasciato in congedo illimitato e provvisorio il 03/05/1938.

Trovasi nelle condizioni della lettera E del n. 17 del manifesto della leva sulla classe 1918 e viene chiamato alle armi (e giunto) il 30/03/1939.

Inquadrato nell’11° Regg.to Fanteria Mobilitato dal 13/06/1940

Trattenuto alle armi ai sensi del D.L.N. 1677 Cir. 868 G.M. 1939 il 30/09/1940

Tale partito per l’Albania e imbarcatosi a Bari sul piroscafo “Rossini” il 13/03/1941; sbarcato a Durazzo e giunto in territorio dichiarato in istato di guerra il 14/03/1941 e partecipa alle operazioni di guerra svoltasi alla frontiera Greco-Albanese.

Inviato in licenza straordinaria di gg 30+4 il 08/06/1942 e rientrato il

Retro della pianta dello Stalag con legenda e dedica

Retro della pianta dello Stalag con legenda e dedica

07/08/1942.

Gli è stata pagata la somma di 260,40£ per 15 giorni di licenza ordinaria non fruita per il periodo dal 10/06/1941 al 24/06/1942

Dichiarato in zona d’operazioni il 18/11/1942 in Balcania (Territ. Greci Albanesi) sempre con l’11^ Reggimento Fanteria della Divisione “Casale” – Batteria d’accompagnamento 9.11.45.

Cessa di trovarsi in zona d’operazioni il 08/09/1943 quando venne catturato, a Missolungi in Grecia, da reparti tedeschi a causa di eventi dell’armistizio; al momento della cattura il suo comandante era il Ten. Cesca Enzo di Rimini ed era presente anche il Serg. Magg. Ravaioli Daniele di Forlì.. All’atto della cattura percepiva £10,30 giornaliere che ha percepito fino al 31/08/1943.

Venne inviato allo Stalag n° VI F.- Germania (campo 152-I) con numero di matricola prigioniero VI/F 62486. Ricevette invito ad aderire a combattere con l’esercito tedesco ma si rifiutò. Il


04/12/1943 invia una cartolina a casa sua indirizzata al padre (di cui orgogliosamente io stesso porto il nome) in cui viene spiegato, in tre lingue (tedesco, francese e inglese… manca l’italiano!!!), di essere prigioniero di guerra in Germania, di essere in buona salute, ed invia loro il suo esatto indirizzo

Cartolina dalla prigionia Fronte

Cartolina dalla prigionia Fronte

Cartolina alla famiglia dallo Stalag - retro

Cartolina alla famiglia dallo Stalag - retro

In data successiva al 27/09/1944 e prima della liberazione un suo amico di prigionia di Belluno gli dona una bellissima riproduzione su foglio di block notes della composizione del loro campo di prigionia con riportati presumibilmente i punti di bombardamento rispettivamente del: 01 giugno 1944 ore 01:30, del 02 Agosto 1944 ore 12:00; del 19 Settembre 1944 ore 12:00; del 27 settembre 1944 ore 10:30 e riportante anche le posizioni delle bombe inesplose con una dedica che mi ha fatto pensare a che persona fosse mio padre:

“All’amico Giunchi Sesto perché ricordi le ansie provate e non dimentichi gli amici”

Guardatevi comunque la scansione e fatevi un’idea.

Liberazione dall'internamento

Liberazione dall'internamento

Durante la prigionia ha ricevuto assegni per i lavori eseguiti pari a 50 marchi mensili. Il 14/09/1944 secondo l’ordine dell’ OKW-Vurfungung N° 05777/44 del 12/08/1944 viene liberato dall’internamento in condizioni civili di lavoro. Venne liberato dalle truppe dell’8^ Armata Americana il 15/07/1945

Alla liberazione gli viene concessa una licenza di rimpatrio di giorni 60 + un giorno viaggio e vitto per il rimpatrio dalla prigionia con decorrenza 16/07/1945 (dal Ten. Colonnello Graziani Sisto) e rientrò a Forlì il 27/07/1945. Allo scadere della licenza (15/09/1945) doveva presentarsi al Distretto Militare di Forlì. Proprio il 15/09/1945 gli viene concessa una licenza straordinaria senza assegni ed il 27/09/1945 viene collocato in congedo illimitato.

Dal 01/09/1943 al 15/07/1945 ha percepito per il periodo di prigionia 15.090£ mentre nel frattempo erano stati anticipati 2.765£ alla famiglia.

Si trasferisce poi in via S.Francesco n° 28

Fa domanda di concessione della croce al merito di Guerra in data 14/11/1954 ma la prima domanda non era redatta in conformità alle vigenti disposizioni e così il 18/02/1955 gli viene richiesto dal Capo Ufficio Reclutamento Magg. Llorja Muharrem di redigere nuovamente la domanda su carta bollata da £ 100 conforme che lui ripresenta il 10/09/1976 e per la quale si esprime favorevolmente:

  • Il tenente Comandante la Tenenza della legione Territoriale dei Carabinieri di Bologna Sig. Marco Spinelli;
  • il Comandante del Distretto Militare (Col Alfiero Fontane) il 15/03/1955 dopo una verifica richiesta ai Carabinieri di Meldola

Viene decorato della croce al merito di guerra (con relativa insegna metallica) in virtù del R.D. 4/12/1942 n. 1729 per “partecipazione alle operazioni svoltesi durante il periodo bellico 1940-1943 con determinazione 6° Comiliter di Bologna in data 10/05/1955 (n. di concessione 21313)” che gli viene consegnata dalla Legione territoriale dei Carabinieri di Bologna per mezzo del Comandante della Stazione di Meldola Sig. Paolo Maletta in data 17/06/1955 assieme ad una lettera di compiacimento a firma del Sig. Generale Comandante del Comando Militare Territoriale di Bologna.

In quest’epoca di revisionismo storico questo racconto vuol essere anche una sorta di testimonianza documentale che spero che i miei figli, nipoti, pronipoti, non metteranno mai in discussione e ripensino alla bestialità della guerra prima di doverne accettare o permetterne un’altra.

Congedo

Congedo

Croce al merito di guerra
Croce al merito di guerra

Saluti radiosi

Romeo, il terzogenito di Sesto

Decimo anniversario!!!

Oggi sono trascorsi esattamente 10 anni da uno dei tre giorni più belli della mia vita … LE NOZZE!!!

Erano giornate perturbate climaticamente tant’è che la mattina stessa il collega che mi doveva prestare l’auto d’epoca decapotabile diede forfait e dovetti organizzarmi con un amico che aveva una SAAB anch’essa cabriolet, poi al primo pomeriggio passai da via Aldo Moro, feci salire mia moglie traendola a forza da casa dei suoi (dai che scherzo, era consenziente!!!)  e insieme andammo alla chiesa dove ci aspettavano amici e parenti nel miglior modo possibile … puntuali!!!

Era abbastanza anomala la puntualità ad un matrimonio ma … da una Dottoressa in Economia e Commercio e da un cugino del parroco che celebrava la cerimonia (quindi potevo effettivamente subire tutti gli improperi per eventuali ritardi) non poteva andare diversamente!!!

Lasciai la macchina cabrio proprio davanti alla chiesa ma poi durante la cerimonia il rovescio pazzesco che si verificò impose che qualcuno l’andasse a chiudere (volete che lasci li mia moglie da sola proprio in mezzo alla funzione??? 🙂

Testimoni di nozze erano: Omar e Stefania (miei grandi amici) per Barbara, e mio fratello e mia sorella per me …. Il massimo che si poteva chiedere.

Io e Barbara abbiamo anche letto con voci tremolanti e carichi di emozione. Ricordo ancora la lettura che insieme avevamo scelto era quella della costola di Adamo da cui nasceva Eva .

Una cerimonia accompagnata anche dal violino e dall’organo di cui ricordo l’emozione ancora adesso con la gocce agli occhi nel momento in cui suonarono l’Ave Maria, io e Barbara vicini che ci scambiavamo sorrisi e che ci univamo sempre più indissolubilmente … NON OSI SEPARARE L’UOMO CIO’ CHE DIO UNISCE.

Uscimmo che lo scroscio era passato ma l’acqua continuava a cadere dalle piante.

Eravamo MARITO E MOGLIE.

Una vita, un amore, il mio sei tu cara Barbara.

Saluti radiosi

Giù le mani dai bambini!!! ADHD – Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività

La notizia che l’Agenzia Italiana del Farmaco abbia dato il via libera per la vedita libera in Italia del Ritalin ed anche all’Atomexetina (Strattera). Di questi due psicofarmaci (che fino a pochi anni fa erano considerati, almeno il Ritalin, come stupefacenti!!!) avevo letto tempo fa diverse informazioni che ho ritrovato e che invito a leggere con attenzione chiunque sia anche solo lontanamente convinto di avere figli che ne abbisognino oppure è stimolato in tal senso dallo specialista di turno.

Il fatto poi che, secondo il metodo simil-diagnostico con cui vengono bollati come affetti da questa sindrome i bambini, avrebbe reso “malati” anche dei geni mondiali come Leonardo Da Vinci, Einstein, Kennedy, Beethoven, ecc. mi fa seriamente pensare che si vuole ridurre l’evolvere del genere umano!!!

Il Ritalin è prodotto dalla Novartis e questo mi fa maliziosamente pensare a cosa ci sia sotto; leggendo poi che gli screening preventivi sono costituiti da questionari di circa 18 domande tra cui alcune veramente inquietanti che si adattano positivamente a quasi tutti i bambini che conosco, mi fa pensare un forte sovraccarico di lavoro per gli psichiatri!!!!

Lascio ad ognuno l’approfondimento dell’argomento ma non manco di dare una mia personale convinzione circa l’eventuale iperattività dei bambini. Nella mia fanciullezza avevamo la possibilità di correre per strada, giocare a nascondino ed a palla con la recinzione dei cancelli come rete (quindi una squadra era esattamente in mezzo alla strada); girare in bicicletta ovunque (già a 7 anni capitava che andassi a scuola in bicicletta e sempre così me ne tornassi a casa).

Ora i bambini li spostiamo solo in auto, praticamente giocano al computer o alla Play station tutto il loro tempo libero e a scuola non si sognerebbero mai di lasciarli andare a casa da soli (l’insegnante sembra ne avrebbe la responsabilità ….) e addirittura è registrato in appositi elenchi chi ha facoltà di ritirarli dalle mani delle maestre; con queste premesse quando potranno mai sfogarsi un pò, sgranchirsi sia le gambe che la mente quando sono continuamente così sotto pressione???

Facciamo uscire i nostri figli a invadere le strade!!!

I bambini sulle strade portano più sicurezza e più rispetto in chi le percorre!!!

Non pensiamo nemmeno lontanamente che necessitino di psicofarmaci!!!

Saluti radiosi

Il giorno che hanno cancellato mio figlio

Questo è un racconto di Giuliano D.M., tratto da “Noi genitori e figli” inserto di “Avvenire” di febbraio 2007

Sò che l’argomento è spinoso ma penso che chiunque faccia la scelta dell’aborto bene o male è già nato … ed anche, e soprattutto, che un figlio sia frutto di due genitori che, pertanto, ne hanno una buona metà per uno di responsabilità!!!!

Inoltre le ultime notizie di cronaca (1, 2) mi hanno lasciato particolarmente turbato e penso valga la pena leggersi questa lettera di un futuro papà…
«Se avrete fede grande quanto un granellino di senapa, potrete spostare le montagne, potrete sradicare i gelsi…”.

Io non lo so quanto è grande questa benedetta senapa, ma so che per una settimana, una settimana intera, ho pregato con tutta la fede che avevo. Dio, che legge nei cuori, ha visto che ce l’ho davvero messa tutta, la fede che avevo. Pregavo incessantemente, giorno e notte. È successo quando si andavano definendo i dettagli del piano volto a cancellare mio figlio. Avevo fiducia in Dio, avevo messo il mio piccolo nelle Sue mani, e questo pensiero era l’unico che mi donava un po’ di serenità e che riusciva a farmi fare qualche ora di sonno in quell’orribile periodo.

Mio figlio oggi avrebbe 3 anni e 7 mesi. Invece è morto 4 anni fa, mentre io pregavo, e questa è la cosa che più non mi spiego. Che mi ha fatto per la prima volta dubitare della veridicità del Vangelo. Ma che mi ha sbattuto in faccia la bruttezza di Satana e l’importanza dell’insegnare Amore alle persone, in questo mondo dove ce n’è così poco. Vado per ordine.

Partendo dal giorno più bello della mia vita: quello in cui mi sono innamorato. Era una ragazza bellissima che aveva negli occhi una luce abbagliante. Fortunatamente, la campanella era suonata anche per lei e in questi casi si dice: più felici di così non si potrebbe essere… E invece, il Signore ci ha smentiti regalandoci dopo qualche mese la gioia di un’attesa incredibile… nostro figlio! Infatti, all’inizio non ci credevamo. Ma dopo qualche giorno di tempo per “riprenderci” dalla notizia, abbiamo iniziato a progettare le fondamenta della famiglia più felice del mondo, parlando con i nostri amici sacerdoti che ci hanno infuso tanto coraggio. Poi, dopo un altro po’, abbiamo deciso di fare partecipi della nostra gioia le persone a noi più vicine, prima tra tutte la mamma della mia fidanzata.

Io la faccia che ha fatto quella donna quel giorno non me la scordo finché campo. Ha iniziato a chiamare mio figlio “guaio”, “vergogna”. Ha continuato piangendo, dicendo che quando suo marito l’avrebbe saputo sarebbe morto. Dal dolore. Io assistevo, spettatore, a quel dramma che non capivo e che sentivo lontanissimo da me. Ma non c’era verso. Dentro di me davo delle giustificazioni, in effetti è una notizia che ha bisogno di essere metabolizzata, ma — mi chiedevo — che specie di reazione è, da parte di una donna che ha appena saputo di essere diventata nonna? Dopo un paio di giorni, sono stato convocato. Mi presento e trovo una donna che ha la stessa faccia triste di quando l’avevo lasciata ma è assai più fredda. Mi impone di non parlare più con la ragazza che amavo, perché avrei potuto influenzare le sue decisioni. Trovarmi in mezzo a discorsi per me assurdi mi ha fatto davvero uscire un po’ di senno.

Mio figlio è morto, e io non ne ho mai capito il motivo. Perché non è stato per un incidente, perché non era ammalato. Mi hanno spiegato che in Italia c’è una legge che autorizza le mamme a disfarsi dei loro bambini, senza che il loro papà possa dire cosa ne pensa. Tante volte me l’hanno spiegata, ma proprio non capisco. Dev’essere per il fatto che non rientra nei miei concetti di Giustizia. Nel frattempo la luce negli occhi della mamma più bella del mondo si andava gradualmente spegnendo sotto quei pesanti condizionamenti. Io non ho rispettato l’ordine ricevuto e ho cercato di parlare. Prima con l’amore, poi con le lacrime, alla fine anche con la rabbia derivante dalla disperazione. Ma — pensandoci dopo — non mi ricordo di aver usato parole particolarmente belle, perché dentro stavo impazzendo dal dolore. E iniziato così uno straziante stillicidio, fatto di lacrime e rabbia, rabbia e lacrime. Ci si sono messe pure un paio di “amiche” dell’università: “Ma che fai… ci stai pure a pensare?». E io non capivo come fosse possibile che tante persone che non c’entravano niente si sentissero in diritto di fare del male a mio figlio e l’unico veramente in diritto di poter parlare venisse considerato “nessuno”. Anzi, “privo di ogni sensibilità”. Mi sentivo solo, contro tutti.

Lei si è chiusa in casa, non rispondeva più al telefono. A stento riuscivo a vederla mezz’ora al giorno ma il problema era che le altre 23 ore e mezza lei le passava accanto a persone che non le facevano affatto bene. Ma lei ormai non era già più in grado di intendere e di volere. Aspettava solo che arrivasse il prima possibile il giorno più brutto della sua vita, per “togliersi il dente” e venire violata e violentata. Che pazzia!

Finale: una mattina (mai saputo quale) sono uscito di casa per andare a lavorare, ignaro che quella stessa mattina mio figlio stava uscendo di casa per andare a morire, accompagnato per mano dalla sua nonna e dalla sua zia. E, visto che al diavolo piace proprio divertirsi, dopo ho dovuto anche consolare la stupenda mamma di mio figlio mentre piangeva e si disperava sulla mia spalla in un modo in cui non ho mai visto piangere e disperarsi nessuno in vita mia. Dopo, ho sbagliato anch’io, perché non solo non sono riuscito ad alleviare la sua sofferenza, ma neanche a non trattarla male per ciò a cui aveva acconsentito. Ma questa è un’altra storia, che mi pesa quasi altrettanto sulla schiena, ogni giorno.

Madre Teresa diceva che siamo nati per amare ed essere amati, e negare questi due diritti fondamentali a un bimbo che è parte della nostra vita è uno dei peccati più brutti. Un confessore, una volta, mi ha detto le uniche parole che mi sono sembrate sensate, in mezzo a un mare di banalità che mi pioveva addosso da ogni dove («Ti devi scuotere… la vita va avanti.., è ora di smetterla di piangere… non sentirti responsabile… tu hai fatto tutto il possibile…). Le parole sensate, le uniche che coincidevano con quello che sentivo nel cuore, sono state: «TU DEVI VIVERE PER TUO FIGLIO». L’unica cosa che mi sembrava importante e che mi dava un po’ dì forza era la sensazione di dover fare del mio meglio perché mio figlio — che mi guarda, ne sono certo — potesse essere fiero di me.

Ho corso la maratona di New York, sono stato in missione in Africa, sono andato a Calcutta a pregare sulla tomba di Teresa. Ma, vi giuro, ancora, dopo quattro anni, in quello che è successo non ho trovato nessun senso. E credo che da qui derivi la mia tristezza. Malgrado la quale, ogni volta che ne ho trovato la forza e la possibilità, ho cercato di fare testimonianze, di incontrare gente, di parlare. Perché la cosa più brutta, secondo me, è che di tutto il male che la legge 194 provoca non ne ho mai sentito parlare. E mi chiedo: stanno zitti, tutti quanti? E’ proprio vero che il mondo e resta brutto non per colpa di quelli che operano il male, ma per colpa di quelli che al male non si oppongono con decisione. Per colpa di quelli che tacciono, e non si schierano. Di quelli che soffrono in silenzio, e non condividono.

Nei miei viaggi ho visto bambini mutilati, bambini ciechi, bambini dall’infanzia negata, bambini che chiamarli poveri è un eufemismo, bambini violentati. Ma erano tutti bambini VIVI. Allora ho pensato: «Ma vuoi vedere che i più poveri tra i poveri non sono nel Terzo mondo, ma sono proprio in mezzo a noi?». Chi ha il cuore più povero di una mamma che rifiuta il proprio figlio, senza neanche guardarlo in faccia? Chi è più povero di un medico che prende dei soldi per interrompere le vite dalle pance altrui? È tutto assurdo e per questo non ho dubbi: sono qui i più poveri di tutti, ed è da qui che bisogna partire per rendere il mondo un po’ migliore.

Io vorrei fare davvero qualcosa, che possa servire affinché nessuno debba più subire quello che ho dovuto sopportare io. Io sono convinto che mio figlio sia morto perché la sua mamma non ha trovato nessuna persona che le parlasse dell’Amore vero, della magnificenza dell’Amore di Dio: c’ero io da una parte e dall’altra una serie di persone che la circuivano. Le loro bugie hanno pesato di più, rovinando tre vite con un solo gesto. Penso che — forse — questo dolore possa essermi stato affidato perché venga messo a frutto, e allora vi prego di considerare queste mie esperienze. Parlare di mio figlio o sapere che c’è gente che lo fa mi fa molto bene, perché se se ne parla significa che non è morto, o che non è morto invano.

Saluti radiosi e … di riflessione

Il ritrovo delle Superiori

Ebbene sì, dopo ormai svariati anni di silenzio è giunto il momento di pensare ad un nuovo ritrovo di classe.

I tempi dell’ITIS sono ormai tramontati da tempo ed il diploma ormai è un lontano ricordo (così come non spero sia per l’elettrotecnica che, per fortuna, resta immutabile!!!); noi siamo invecchiati e la spensieratezza di quegli anni forse è stata un pò accantonata ma …. occorre rivedersi per capire come siamo trasformati o meglio …. migliorati!!!

A questo punto si rende necessaria la conferma in modo da poter così anche aggiornare i vostri indirizzi e-mail che la sera del 30/03/2007 alle 20:00 in piazza Saffi consegnerò agli intervenuti che si saranno iscritti commentando questa discussione. Così avremo modo di vedere chi è evoluto e ha un’idea di come funzioni un blog e chi, invece, è rimasto all’età della macchina da scrivere 🙂

E’ necessario che anche chi ha degli impegni si giustifichi perché altrimenti quella sera verrà sputtanato e ci vendicheremo in massa 🙂

Mi raccomando … cerchiamo di ricomporci al completo…. magari escluderemo in via eccezionale gli espatriati.
La nostra annata la trovate quì

Per completezza faccio l’appello …. mi raccomando!!!!

Elettrotecnica B

Agresti Fabrizio
Bondi Stefano
Castiglioni Piero
Fabbri Andrea
Fantuzzi Alessandro
Fiori Luigi
Galeotti Alessandro
Giovannetti Alessandro
Giunchi Romeo
Leonardi Emiliano
Lombardi Stefano
Monti Maurizio
Morgantini Luca
Nannetti Fulvio
Nati Roberto
Petrucci Stefano
Ricci Gilberto
Rossi Cristian
Sternini Remo
Valbonesi Cristian

Saluti radiosi

Una bella Storia

Una bellissima storiella che mi ha inviato un amico, un VERO amico che stimo, apprezzo ed ammiro. Una persona ed un medico veramente speciale che tanto ha dato alla mia famiglia e ai suoi conoscenti ed amici.

Grazie Giulio

Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso  all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle.

Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.

Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento,  un giorno parlò alla donna lungo il cammino:
“Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa”.

La vecchia sorrise:
“Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”.


Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto  che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante.

Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c’è di buono in lui.

Saluti radiosi

La festa degli innamorati.

Oggi (giorno di S.Valentino) mi permetto di dedicare questa discussione unicamente a mia moglie, una bambina poi diventata ragazza e quindi donna fantastica!!!

Perchè sono partito da “bambina”???

Semplice, perchè la conosco da quando aveva 11 anni e proprio a quell’età siamo diventati morosini (io ne avevo 15). Immagino già qualcuno che meravigliato/scandalizzato si porrà dei dubbi esistenziali su di noi ma vi assicuro che, per quanto mi riguarda, quell’incontro mi ha permesso di conoscere la persona più meravigliosa ed importante di tutta la mia vita.

Abbiamo trascorso momenti “turbo” e momenti più “calmi”, momenti “rock” e momenti “lenti” (per dirla alla Celentano) e siamo arrivati ad oggi con un attivo di due figli e ormai perennemente al ritmo del rock 🙂
Sarebbe poco definirlo amore perché quello che provo per lei va oltre ed i nostri 23 anni di vita insieme (tranquilli, ci siamo sposati nel 1997 e solo da allora viviamo insieme sotto lo stesso tetto); nonostante questa vita trascorsa insieme posso dire di non conoscere ancora perfettamente mia moglie ma il fatto di scoprirsi in continuo è anche, per me, il giusto condimento ad una vita ancora lunga da trascorrere insieme.

Ci permettiamo a vicenda di partecipare e vivere una vita sociale molto intensa (va bene … io forse ne approfitto un pò, vista la mole di impegni che mi caratterizzano) ma anche quando siamo lontani la sua presenza mi accompagna continuamente e sono fiero che lo faccia.

Insomma un Amore (proprio con la A maiuscola) che è destinato all’eternità e che mi riempie di tutta quell’energia positiva che, a volte, riesco anche a trasmettere (spero) a chi mi stà vicino.

Nell’augurare a chi ne è alla ricerca e alle altre coppie che invece già lo hanno trovato, il vero AMORE permettetemi di rinnovare la mia manifestazione di Grande Amore a Barbara.
Saluti radiosi