La raccolta firme per LEX MACELLO

Stamane è stata un bella mattinata intensa e vissuta; è iniziata con la lettura del Resto del Carlino su cui il mitico Luca Bertaccini ha fatto un bellissimo articolo …. e per questo non finirò mai di ringraziarlo.

Fatto questo più o meno alle 08:50, mentre preparavo il tavolino, è arrivata la prima firma dopo la mia e poi, arrivato il mio compagno di avventura Andrea, è iniziato il vero divertimento.

E’ sicuramente un modo nuovo (almeno per me) di affrontare un problema sentito (vi ricordo che tutto è partito di quì); un modo che non si limita solo a “lamentarsi” di qualcosa ma che prova anche a sentire cosa ne pensano gli altri e devo dire che ci sono stati alcuni “confronti” particolarmente istruttivi e fondanti anche perché non è poi così vero che le persone se ne freghino e lascino correre. Si và da un buon 30% che non sapeva della demolizione dell’ex macello in favore di un parcheggio (alla faccia della delega agli Amministratori…) a una pressochè totalità di fermati che comunque non vogliono lasciare così com’è la struttura; da qualche irridicibile automobilista che sbava per nuovi parcheggi e non si è sognato di firmare a diversi Amministratori che sono passati per vedere come andava; addirittura l’Assessore Biserni ha voluto l’indirizzo del blog (prontamente scritto in un foglietto) promettendo di venire a spiegare il perché di questa scelta (non vedo l’ora di confrontarmi con Lei per iscritto).

Devo dire che almeno uno degli irriducibili dei parcheggi sicuramente va abitualmente in palestra …. ma fare 100 + 100 metri in più a piedi per andare a parcheggiare nel limitrofo parcheggio vicino alla scuole medie che è spesso vuoto …. proprio non lo considera!!!

Anche qualche extracomunitario ha cercato di capire di cosa si trattasse ed ha sottoscritto l’appello; c’è chi si è offerto di raccogliere firme direttamente nel proprio esercizio commerciale; chi mi ha tacciato di sedere nella “stanza del potere” perché mi ha visto presente ad altri incontri pubblici; chi mi ha dato del Socialista … insomma … di tutti i colori :-)

Alla fine abbiamo abbondantemente superato le 110 firme … un successone per me che non speravo in più di 90 … sabato prossimo si replica e, essendo di più a raccoglierle, sono fiducioso di raccoglierne almeno altrettante.

Comunque la cosa fondamentale è stato il confronto e la disponibilità a voler capire le possibili alternative ed a proporne delle altre tra le quali quella che più mi è piaciuta è: se proprio alla fine si devono ricavare dei parcheggi, ristrutturare almeno il corpo centrale per ricavare un servizio utile alla collettività (tipo il centro sanitario con sala prelievi) e demolire il resto per fare qualche parcheggio in meno … una sorta del famoso colpo al cerchio ed alla botte.

Insomma un grosso grazie ai miei compaesani rassicurandoli che presto avranno una piazza virtuale, scollegata dal mio blog, in cui diversi amici (senza alcuna preclusione per chichessia) cureranno e porteranno avanti diversi aspetti del nostro paese cercando di confrontarsi e “partecipare maggiormente” alla vita della comunità meldolese.

Saluti radiosi

Assemblea pubblica a S.Colombano su Frantoi di Cà Baccagli e Impianto di asfaltatura

Di seguito un mio resoconto della serata

Innanzitutto mi scuso ma la parte iniziale dell’incontro, essendo in tanti non sono riuscito a trovare posto all’interno della sala e così potrei essermi perso parti importanti. Probabilmente la sala non era delle più idonee ed è stato sottostimata la prtecipazione (almeno un cinquantina di persone…)
L’incontro è in pratica coordinato dal Sindaco che inizia il confronto con i cittadini parlando dell’attività di frantumazione della cava di Cà Baccagli e della strada di pertinenza. Spiega come siano state commissionate diverse perizie geologiche; la prima di queste rilevava un’erosione dello strato di superficie ghiaioso e particolrmente esposto agli agenti atmosferici; in prima battuta si è pertanto interessato Servizio Tecnico di Bacino (ex Genio civile) che però ha risposto di non avere competenze sulla strada pur essendo, nei punti più delicati, a ridosso del fiume.
A questo punto un secondo studio con prospezione fisica più approfondita ha rilevato possibili problemi strutturali a circa 8/10 metri di profondità e questo ha indotto l’Amministrazione a studiare una viabilità alternativa mediante una nuova strada che rettifichi la viabilità dell’esistente strada con tracciato più lontano ed indipendente dall’attuale strada. La progettazione è interna pertanto si spera di arrivare a soluzioni rapide visto che anche le due proprietà interessate (Romagna Cave e Tedaldi), interessate per iscritto, hanno dato disponibilità a collaborare.
Lo stesso Sindaco spiega poi che sono state fatte analisi anche sul costone a picco sul fiume che sembra risentire delle vibrazioni ma l’esito di queste analisi sono che sembrerebbe che le piccole frane che si sviluppano sono comunque limitate come entità.
Per quanto attiene il problema del rumore rilevato che disturba il sonno e la vita ordinaria dei residenti precisa un po’ tutto l’iter che è stato seguito:
Partendo dall’inizio delle lamentele (maggio 2006) si arriva all’ultimo periodo dove, il 02/02/07 il sindaco ha ordinato di limitare gli orari di attività del frantoio; il 22/02/07 si è tenuta proprio a Meldola la commissione infraregionale delle attività estrattive che ha rilevato come tutto l’Iter procedurale seguito dal Comune sia stato corretto.
A questo comunque a seguito degli svariati rilievi ARPA che in un primo tempo rilevavano sforamenti anche di 19 decibel, Romagna Cave comunica anche al Comune di non aver pottuto accedere alle proprietà per eseguire rilievi e nell’attesa hanno autosospso la frantumazione. Anche il Comune ha richiesto un collaudo acustico da parte di Romagna Cave, collaudo che è stato depositato in Comune il 06/04/07 e che rileva il rientro entro i parametri. Il comune ha intenzione di presentare la documentazione ad ARPA in attesa che anche loro certifichino questo rientro nei termini di legge.
A questo punto si passa la parola agli intervenuti (da rilevare intervento di diversi esponenti politici locali) e di svariati cittadini. Di seguito solo quegli interventi particolarmente significativi (diversi dei quali non sono riuscito a sentire perché ero fuori della sala e l’acustica non aiutava…)

Chi abita lungo la strada lamenta continue invasioni dei cambi e delle strade private per l’impossibilità dei camion di transitare vista la ristrettezza della strada rilevando anche piastrelle rotte Fabbri Davide (Consigliere dei Verdi di Cesena) evidenzia come l’attività della cava sia indubbiamente aumentata visti i 60/70 camion al giorno rispetto ai molti meno di prima della ristrutturazione dei macchinari ed invita i vari enti competenti a porre attenzione alle autorizzazioni prima di rilasciarle. L’arch. Flamigni sottolinea come l’autorizzazione concessa sia solo per spostamento del macchinario ed adeguamento tecnico e funzionale pertanto non ci sono stati incrementi. Romboli Gilberto evidenzia come ci siano voluti circa 8 mesi per fermare qualcosa di palesemente fuori norma. E’ intevenuto anche il geom. Evangelisti rappresentante di Romagna Cave che non c’è stato nessun potenziamento produttivo e come la precedente produzione del frantoio era di 1.100.000/1.300.000 q.li ed anno scorso la produzione complessiva sia stata di 1.270.000 q.li e che il tutto è comunque registrato ed a disposizione nei libri contabili.
E’ la volta di Venezia Pietro che spiega come siano state abbattute tutte le piante secolari che erano sull’argine del fiume andando a peggiorare la rifrazione sonora sulla vallata e sulle case vicine; spiega come il primo rapporto ARPA che rileva superamenti di 19 decibel risalga al 12/07/06 e che l’altaneara delle verifiche positive e negative siano alquanto svilenti e di come il tenore di vita della sua famiglia abbia pesantemente risentito di tutti questi problemi, in particolar modo i bambini che d’estate stavano rintanati in casa a finestre chiuse. Il sindaco precisa comunque che in 8 mesi i valori sono alla fine rientrati mentre per le piante precisa che l’autorizzazione è stata rilasciata dalla Forestale e dall’ex genio civile senza minimanete interessare l’Amministrazione stessa. Viene avanzata la richiesta di contare i camion che transitano per meglio valutare il tipo di strada da realizzare e le quantità di inerti movimentati; io stesso ho sueggerito che non è troppo giusto che la collettività si accolli l’onere della nuova strada al 100% qualora si rilevi un incremento dell’attività della cava andando così a rivedere la concessione affidata.

A questo punto si è passati alla discussione sull’impianto di asfaltatura a S.Colombano nella zona artigianale necessario per ii prossimi lavori di ampliamento della provinciale bidentina nella tratta tra Gualdo e S.Colombano; il Sindaco ha precisato tutto l’iter delle richieste che gli sono state presentate e alla fine si è spinto a dire che tale impianto non verrà mai realizzato nell’area individuata in quanto non gli datrà mai il permesso spingendosi anche a dire di essere disposto di arrivare fino al TAR; inoltre la stessa società che deve realizzare le opere sulla bidentina ha detto che è fattibile inserire tale macchinario anche sul cantiere pertanto si resterà in attesa delle prossime mosse della ditta stessa.

Qui oltre a Fabbri dei verdi di Cesena che ha evidenziato la scarsa oculatezza dei piani regolatori che non mantengono distanti le aree residenziali da quelle artigianali e l’importanza che i cittadini partecipino ai Consigli Comunali sono intervenuti diversi cittadini fra i quali un simpatico signore (Giovanni) che ha animosamente esternato il fatto che l’assemblea pubblica non sia stata assolutamente pubblicizzata in modo congruo (ha mostrato un volantino attraverso il quale ne è venuto a conoscenza e che non aveva alcun riferimento a chi lo avesse emesso) ed inoltre che il diniego alla società che richiede l’installazione dell’impianto di trattamento dell’asfalto non sia così perentorio come lo stesso Sindaco dichiara verbalmente. Giovanni vorrebbe che il diniego fose sottoscritto e chiaro al di fuori di ogni possibile dubbio e su questo ha più volte sollecitato il Sindaco stesso che comunque, assieme all’Arch. Flamigni, dichiara che la risposta scritta sia in linea con quanto prevede la legge. Su questo argomento comunque altri presenti non si sentivano tranquilli ed alla fine diciamo che la richiesta condivisa dai più fosse quella di non installare né nella zona commerciale e nemmeno nell’area di cantiere questo dispositivo perché nessuno è sereno a riguardo alle emissioni ed alla sicurezza di questa apparecchiatura.

Saluti radiosi

Ripristinare i voti di preferenza… e via i condannati dal parlamento

Alessandro Ronchi ha messo insieme una bella sottoscrizione per far tornare il voto di preferenza in modo da rendere i cittadini almeno un pò più “elettori” e non solo “votanti”.

Io sono la firma numero 10 e Voi?

La lista Di Pietro addirittura ha presentato in senato una proposta di legge per tenere fuori dagli scranni parlamentari i condannati passati in giudicato … alcuni giorni sono meglio di altri :-)

Saluti radiosi

Guarda i nostri vicini Castrocaresi ….

Dal Meetup di Grillo di Forlì in cui ogni tanto scrivo ho avuto un interessante confronto con altri amici; il confronto è sempre l’anima della democrazia e non nascondo una certa soddisfazione nell’apprendere che altri sono stanchi di non essere ascoltati e di non ottenere risposte e così si sono organizzati in un Comitato …

Hanno anche fatto un comunicato stampa che mi sembra molto rappresentativo e che per i più essenzialisti copio/incollo di seguito:


Dopo un paio di lettere aperte, rimaste senza risposta, indirizzate al centrosinistra di Castrocaro, Terra del Sole e Pieve Salutare, in vista delle elezioni comunali di primavera, contenenti proposte e suggerimenti per riaprire un dialogo con i cittadini; dopo la diffusione di un questionario-sondaggio sul gradimento politico, che sta avendo un buon ritorno in termini di risposte; dopo una serie di sollecitazioni pubbliche da parte di tanti concittadini sulla opportunità di impegnarsi direttamente per “smuovere le acque”, lunedi 2 aprile, si è ufficialmente costituito un comitato promotore per la creazione di una lista civica locale.
Ci siamo quindi fatti interpreti delle critiche, delle istanze, delle aspettative, delle idee e delle proposte che i nostri concittadini ci hanno trasferito.
Gli elementi identificativi del Comitato Promotore Lista Civica di Castrocaro, Terra del Sole e Pieve Salutare possono essere sintetizzati in alcuni punti:

  • spezzare il filo della continuità sulle scelte strategiche che hanno caratterizzato l’ultimo decennio rispetto ai grandi temi socio-economici del nostro territorio, ripensando il tutto nell’ottica di una migliore qualità di vita;
  • avviare una politica di svolta rispetto al passato nelle gestione amministrativa del nostro Comune, adottando metodi innovativi di partecipazione e decisione;
  • assumere impegni concreti e condivisi da parte di tutti per un cambiamento di rotta nelle politiche culturali, ambientali e turistiche;
  • limitare l’espansione urbanistica, riqualificando l’esistente, valorizzare il patrimonio storico-artistico ed ambientale,
  • ripensare e progettare un territorio (il nostro ma non solo) che abbia caratteristiche più adatte per essere vissuto in senso turistico;
  • realizzare interventi che migliorino i rapporti e le relazioni fra cittadino e Comune, quindi più efficienza della “macchina pubblica” e risposte efficaci e rapide per soddisfare le aspettative, i bisogni e le necessità collettive;
  • promuovere e costruite attività ed azioni socio-culturali che consentano ai cittadini di partecipare più attivamente alla vita comunitaria;

Questi gli indirizzi sui quali intende muoversi il Comitato Promotore Lista Civica di Castrocaro, Terra del Sole e Pieve Salutare per proporre ai propri concittadini una occasione di confronto costruttivo per il comune futuro prossimo.
L’appello che ora lanciamo a tutti è quello di contribuire con ulteriori idee e suggerimenti per dare consistenza e contenuti alla nostra proposta di impegno civico e politico.
Donne e uomini, giovani e meno giovani di buona volontà, noi adesso ci siamo, aspettiamo la vostra disinteressata adesione.
Il prossimo appuntamento del Comitato Promotore Lista Civica di Castrocaro, Terra del Sole e Pieve Salutare è fissato per giovedi 5 aprile alle 21,00 al bar di Pieve Salutare.
Vi aspettiamo.

Per poterci contattare e aderire al comitato il nostro cellulare è 349.1518626
oppure tramite email: comitatoprolistacivica at gmail.com
Bandini Andrea (artigiano) Conti Alberto (ingegnere) De Pascale Enrico (informatore scientifico) Gotti Stefano (medico) Grementieri Carla (insegnate) Lucarini Liana (impiegata) Mandalari Andrea (architetto)
Matteucci Marzio (libero professionista) Onorevoli Giuseppe (geologo) Reggiani Laura (pensionata)
Sevadei Massimo (impiegato) Torrenzieri Claudio (libero professionista) Verdini Antonio (pensionato)

Non aggiungo altro … guardo e imparo :-)

Saluti radiosi

Il consiglio comunale del 29/03/2007

Purtroppo mi sono perso il Consiglio Comunale in oggetto che tra i punti all’ordine del giorno ne aveva qualcuno di veramente interessante.

Spero che qualcuno possa rendere un minimo di informazioni al riguardo e possa spiegare ad esempio cosa è stato detto sulla demolizione dell’ex macello (che dovrebbe rientrare nelle variazioni di bilancio in discussione) e sul Consiglio Comunale aperto sul frantoio di Cà Baccagli.

Ho già mandato una mail all’ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Meldola per avere informazioni circa la mailing list …. come si può capire sono fermamente convinto che l’informazione sia tutto e sia bene che i cittadini siano educati ad andarsi ad informare cercando di capire cosa viene deciso su di noi e sul nostro territorio. Il voto non è una delega in bianco!

Comunque grazie a Samuele che mi aveva segnalato la data … peccato che non ci abbia fatto particolarmente caso .

Saluti radiosi

L’area dell’ex macello di Meldola

Per capirci bene mi riferisco all’area in angolo tra via Trieste e via Mazzini (Cliccate ed avrete visione satellitare)
L’attuale programma per l’area sarebbe di demolire tutto per costruire un parcheggio. Non mi sembra che meritiamo di incentivare ulteriormente l’estendersi di superficie occupata da automobili (si può sempre ristrutturare il parcheggio su viale della Repubblica che, forse, non è ben sfruttato) e nemmeno mi sembra un investimento particolarmente conveniente economicamente (penso che da ogni parcheggio si ricaverebbe ben poco) pertanto, raccogliendo le segnalazioni di alcuni frequentatori del blog, ci si vorrebbe ritrovare e magari raccogliere prima un pò di materiale … proviamo ad esprimerci commentando la discussione!!!
Possibili soluzioni per passare dalla morte (Macello) alla rinascita (evitare la demolizione) suggerite da Andrea e da Samuele ed anche da me:

  • Utilizzo per i servizi sociali (trasferimento delle varie associazioni), centro prelievi, vigili urbani ecc.ecc.
  • Interessamento della Società Poste per trasferirsi in questa sede.
  • Utilizzo per i servizi culturali (trasferimento della biblioteca, realizzazione di una sala per convegni più ampia dell’attuale sala degli scudi … vista l’imminente partenza dell’IRST)
  • Utilizzo economico-commerciale (vendendolo o affittandolo per questo scopo si ricaverebbe, forse, di più!!!)
  • Valutare le dimensioni per verificare la possibilità di unificarci le scuole materne (su questa credo poco anch’io).

Concordo che salvare il macello per lasciarlo in queste condizioni fatiscenti non avrebbe alcun senso … quindi fatevi avanti.

Se avete altre soluzioni ditelo e dite anche se invece vi sembra sensato farci un parcheggio; questo è il sale della democrazia!!!

P.s. 1: Grazie ad Andrea ed a Samuele per l’idea e la collaborazione che daranno per estendere l’invito ad esprimersi.

P.s. 2: Quando commentate spuntate anche la casellina in fondo per rimanere aggiornati così vedrete i successivi commenti e, appena si decide per un eventuale incontro, verrete automaticamente avvisati.

Saluti radiosi

Inceneritore sì, termovalorizzatore no

Mi spiace per il gioco di parole ma è fondamentale iniziare a chiamare ogni cosa con il suo nome; termovalorizzatore è un termine non riconosciuto da nessuno in Europa e nemmeno traducibile pertanto è giusto chiamarlo con il suo nome che è “inceneritore con recupero energetico

Parlando con un politico locale la sera dell’ultimo Consiglio Comunale lo stesso mi diceva che non ha ancora ottenuto una spiegazione decente sul perché opporsi agli inceneritori; io non sono sicuramente esperto del settore ma mi piace pensare che quando vado a comprarmi le scarpe decido da solo se mi vanno o bene o meno e non ho bisogno di chi le ha fabbricate per capirlo pertanto cercherò di dare informazioni essenziali e, soprattutto, referenziate.

Lavoisier con la sua legge della conservazione della massa ci insegna praticamente che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma; pertanto questi sono i numeri che una ricercatrice di Modena (Prof.ssa Gatti) ed il marito (Dott. Montanari) dichiarano e sfiderei qualcuno dimostrare che loro sbagliano se non in qualche punto percentuale:
A Fronte di una tonnellata di rifiuti bruciati in inceneritore si ottiene quanto segue:

1 tonnellata di fumi; da 280 a 300 kg di ceneri solide; 30 kg di ceneri volanti; 650 kg di acqua sporca da depurare e 25 kg di gesso.

Come vedete il bilancio è negativo perché a fronte di 1 tonnellata che entra, in uscita si ha una mole quasi doppia e di componenti maggiormente dannosi di quelli in entrata; insomma inquinano molto di più!

La maggiorazione è dovuta al fatto che nell’incenerimento occorre aggiungere calce viva, tanta acqua ed ossigeno … altrimenti Lavoisier si rivolterebbe nella tomba!!!
Sarebbe come se io piantassi 1 fila di piselli di giorno e la notte, con il favore delle tenebre, quando dormo qualcuno venisse ad estirparmeli andando ad estirparne una fila anche nel terreno del vicino … un sistema che non si regge finchè non fermo l’estirpatore.

Ricordiamoci che noi siamo tutti “vicini” e che il raggio di ricaduta di un inceneritore è stimato in circa 30 km!!!!

Se poi si considera che i 300 kg di ceneri sono rifiuti speciali e come tali vanno trattati in apposite e specifiche discariche occorre chiarire definitivamente che è inutile raccontarci che con gli inceneritori non servono discariche per non dire poi che sembra che a volte le ceneri vadano a finire ai cementifici (quindi … nelle nostre case) oppure sulle nostre strade.

C’è il problema delle diossine e dei relativi effetti sulla catena alimentare e sull’uomo che non si possono sicuramente accantonare come fantasie.
Detto questo passiamo alle polveri presenti nei fumi dove, oltre ai PM 10 che oramai sono riconosciuti come dannosi, ma che in realtà sembra causino problemi che si fermano alle vie respiratorie (non per questo da sottovalutare) i problemi maggiori sono derivati dalle nano polveri da PM 2,5 fino PM 0,1 (provate a leggervi quì cosa imputano alle PM 2,5)
La nanopatologia è una patologia indotta proprio da queste nano e micro-particelle di tipo inorganico entrate nell’organismo per inalazione o per ingestione; le nanopatologie sono state scoperte nel 1999 da Antonietta Gatti dell’Università di Modena e Reggio Emilia tramite l’impiego di una tecnica di indagine con l’ausilio di un microscopio elettronico a scansione ambientale (scoperta fatta in università … w i nostri ricercatori!!!). Queste scoperte hanno permesso di trovare una spiegazione dell’insorgere di diverse malattie classificate come criptogeniche e, tra queste, le cosiddette Sindrome del Golfo e Sindrome dei Balcani.

Il termine nanopatologie è comunque controverso, in quanto l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sospeso il giudizio sulla pericolosità delle particelle ultrafini in attesa di raccogliere ulteriori e più conclusive evidenze soprattutto di tipo epidemiologico.

La cosa che mi lascia più atterrito è che queste nanoparticelle entro 60 secondi finiscono nel sangue e, attraverso il sistema linfatico, in ogni organo umano e animale e non ci se ne libera più perché non biocompatibili; possono perfino penetrare il nucleo cellulare e modificarci geneticamente!!!

Tra le tante patologie ipotizzate spiccano alcune malattie del sangue come le trombosi, i tumori, nonché tutti gli stati patologici causati da concentrazione di elementi inquinanti nell’organismo.

Queste nanoparticelle sono sempre esistite, solitamente prodotte da vulcani mentre l’uomo ha reso più estese le fonti di emissione (procedimenti ad alta temperatura, industriali e non; impianti di riscaldamento; traffico automobilistico; inceneritori di rifiuti; fonderie Bombe all’uranio impoverito o al tungsteno).

Per questa volta mi fermo qui, prego chi non ha troppa voglia di leggere di provare a guardarsi qualche registrazione che tranquillamente si trova su arcoiris alla voce di Antonietta Gatti oppure Stefano Montanari, oppure nanopatologie. C’è anche un inquietante esempio di intromissione nella catena alimentare con rischio di estinzione dei pesci … e successiva desertificazione marina …. ma non solo!!!

Personalmente di una ricerca mi piace sapere chi la finanzia e/o da chi è pagato il ricercatore; della Prof.ssa Gatti e del Dott. Montanari mi fido prima di tutto perchè li ho sentiti parlare di persona conoscendoli anche, ed in più perchè anche io mi pregio di aver contribuito (seppur in minimissima parte) all’acquisto del microscopio elettronico.

Inoltre penso che difficilmente tanti farebbero ricerche del genere pubblicandone risultati che coinvolgono multinazionale e colossi del calibro di quelli elencati.
Spero che questa sintesi volutamente non approfondita (non ne avrei le capacità) serva da stimolo ad una ricerca approfondita e se qualcuno commenterà degli approfondimenti o delle richieste di chiarimento sarò lieto di mettere a disposizione le mie …. Scarpe :-)

Saluti radiosi

Un interessante esposto che ricevo e pubblico volentieri

Come doverosa premessa volevo segnalare che sotto riporto una lettera/esposto inviatami da un esponente politico dei Verdi che mi richiede gentilmente di pubblicarla. Ho già trattato l’argomento in un’altra discussione dove finalmente trovo un pò di commenti quindi lo scopo di risvegliare ulteriormente il senso civico (mio principale se non unico obbiettivo) inizia ad avere effetto.
Pubblico questo in un nuovo post perché mi sembra che sintetizzi bene una buona serie di punti che meritano dei chiarimenti e che penso potrebbero ulteriormente stimolare chi vuol lasciare un suo contributo, oltre che leggere.

Infine mi piacerebbe leggere cosa ne pensano gli altri miei compaesani …. attendo fiducioso e resto a disposizione per pubblicare le eventuali risposte che dovessero arrivare.

Il tutto nella massimo rispetto degli “attori” coinvolti e disponibili (mi auguro) ad un aperto confronto.
Per chi non è del posto metto la foto satellitare di com’era una volta l’area in modo da averne anche un’idea visiva … sono evidenziati i pioppi secolari … ormai abbattuti.
Foto satellitare di qualche anno fa

Al Sindaco del Comune di Meldola (FC)

Alla Procura della Repubblica di Forlì (FC)

Alla Prefettura di Forlì (FC)

Al Comando dei Carabinieri di Meldola (FC)

Al Comando dei Vigili Urbani di Meldola (FC)

Ad ARPA – Sezione Provinciale di Forli-Cesena

All’Amministrazione Provinciale di Forli-Cesena

All’Agenzia del Demanio – Filiale Emilia-Romagna

Al Servizio Tecnico Bacino Fiumi Romagnoli di Forlì (FC)

Oggetto: Richiesta urgente di sospensione dell’attività estrattiva e dell’attività di lavorazione e frantumazione di inerti in località Ca’ Baccagli – San Colombano di Meldola (FC), in concessione alla ditta Romagna Cave

Il sottoscritto Davide Fabbri Membro Esecutivo Provinciale dei Verdi di Forlì-Cesena, nonché membro dell’Esecutivo Regionale dei Verdi dell’Emilia-Romagna


Informato sulla vicenda in questione

chiede in primis

al Sindaco del Comune di Meldola (titolare delle funzioni di vigilanza dell’attività estrattiva ai sensi dell’art. 20 della LR 17/91 e dell’attività urbanistica-edilizia e produttiva del territorio) e a tutti gli enti competenti la sospensione dell’attività di cava che fa parte
del Piano Comunale delle Attività Estrattive e di frantumazione degli inerti in località Ca’ Baccagli – attività recentemente potenziate – per consentire la celere risoluzione di tutte le problematiche sollevate da diverso tempo – tramite lettere e tramite articoli sulla
stampa locale – dai residenti che abitano in zona limitrofa alla Cava in questione

I cittadini da diverso tempo segnalano con viva preoccupazione una lunga serie di problematiche (inquinamento da rumore, inquinamento dell’atmosfera, rischi per l’incolumità psico-fisica legati al traffico dei mezzi pesanti, impatti idrogeologici, paesaggistici e di difesa del suolo, inquinamento delle acque) correlate alla scarsa salvaguardia del territorio e dell’ambiente, alle quali gli enti competenti non hanno ancora dato risposta risolutiva.

Alcune domande sorgono spontanee:
Sono state rispettate tutte le normative urbanistico-edilizie e produttive relative alle attività in oggetto?
E’ stata svolta una attenta vigilanza da parte del comune e di tutti gli enti competenti per assicurare la rispondenza alle norme di legge, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi delle concessioni per attività estrattive e di frantumazione degli inerti?
A noi pare di no.

E ancora.
Come è stato possibile concedere le autorizzazioni sia per le attività estrattive che per l’attività di frantumazione degli inerti, con passaggi di 70-80 camion al giorno su una piccola e stretta stradina di campagna comunale, in assenza di uno studio attento e
rigoroso di impatto ambientale e di compatibilità ambientale sulla viabilità esistente, dato che vi è assenza di viabilità compatibile con tali attività, prevedendo quindi di utilizzare come strada di servizio all’attività produttiva la via Castelnuovo, che è una strada di campagna?

Sarebbe interessante leggere gli atti e i progetti approvati, le autorizzazioni e/o concessioni, per capire quali prescrizioni gli enti pubblici hanno dettato al legittimo esercente-titolare della cava in questione.

Si chiede gentilmente al Sindaco di avere copia di tali atti.

In sintesi le problematiche ancora irrisolte sono:

  1. rischi alla pubblica incolumità lungo la strada pubblica utilizzata dai mezzi pesanti della ditta titolare della Cava;instabilità e non funzionalità della strada;problematiche dovute al traffico veicolare dei mezzi pesanti lungo la Strada Comunale S.Colombano-Castelnuovo, in entrata e in uscita dall’area in concessione alla ditta Romagna Cave, mezzi pesanti costretti ad utilizzare una strada inadeguata per tale attività (cava e frantumazione inerti), inadeguata poiché priva delle più elementari caratteristiche di sicurezza stradale;la strada sta cedendo, la strada si sta letteralmente piegando verso il letto del fiume;i mezzi pesanti, per immettersi sulla Strada Provinciale Bidentina, invadono fisicamente e pericolosamente la corsia opposta, a causa della evidente ristrettezza della strada, provocando situazioni di autentico pericolo;come è stato possibile autorizzare tale attività in assenza di infrastrutture viarie adeguate? Come è possibile pensare solo ora, tardivamente – a danni già arrecati – ad un eventuale spostamento della viabilità o consolidamento della scarpata dell’attuale strada?
  2. inquinamento acustico – continui superamenti dei limiti di legge riscontrati da ARPA
  3. dissesti e sgretolamenti al monte (sono evidenti spaccature) limitrofo all’attività di cava
  4. forti vibrazioni che hanno causato crepe ad alcuni edifici limitrofi all’attività di cava, compresa la chiesa di San Rocco


Alla luce di tutte queste problematiche, si chiede agli enti competenti in indirizzo, di emanare immediatamente una ordinanza di sospensione temporanea delle attività, sia della Cava che dell’impianto di frantumazione degli inerti, al fine di scongiurare la concretizzazione di ulteriori situazioni di pericolo per l’incolumità dei cittadini, attività che potranno essere riprese regolarmente solo dopo l’aver realizzato le opere (messa in sicurezza della viabilità, messa a norma degli impianti per quanto riguarda il rumore, etc.) indispensabili e necessarie per il mantenimento delle attività produttive sopradescritte.

Davide Fabbri
Membro Esecutivo Verdi Provincia Forli-Cesena
Membro Esecutivo Regionale dei Verdi Emilia- Romagna
Tel 333.1296915 cellulare
e-mail: davide.fa at virgilio.it
e-mail: capigruppocesena at libero.it

Saluti radiosi

Cava, o meglio, frantoio di Cà Baccagli

E’ una lunga storia quella che rappresenta la cava di Cà Baccagli (sopra Meldola verso Castelnuovo) che da ormai un anno ha ripreso la sua attività.

E’ fuor di dubbio che occorrano cave per la nostra espansione e crescita Locale e Nazionale ma è altrettanto fuor di dubbio che anche chi si trova ad avere una di queste attività a pochi metri da casa risenta di questa attività e possa esprimere la sua opinione (sul discorso della crescita e della necessità di cave magari esprimerò il mio personale pensiero in altra discussione….).
Si và quindi dalle prime denunce, alle analisi sul posto effettuate da ARPA ed alle prime timide risposte della politica locale.

Oggi ricevo la bella e-mail di un amico che per comodità riporto per intero affinchè possiate farvi un’idea di cosa significhi vivere all’interno di un parco e molto vicino ad una cava; lo stesso amico mi avvisa che dovrebbe essreci un articolo su La Voce di domenica.
Grazie, per darci una mano
noi cittadini vogliamo essere partecipi delle decisioni che riguardano direttamente la nostra salute ed i nostri averi.
Vogliamo una democrazia ben pensata e partecipata, vogliamo che chi abbiamo eletto, ci metta a conoscenza di decisioni tipo “lo spostamento ed adeguamento funzionale di impianto di frantumazione” della Ditta Romagna cave s.r.l.
Azioni come queste che sicuramente avranno una valenza positiva per la società per altro al cittadino sconosciuta, non possono essere intraprese senza avvisare i cittadini che ne subiscono un danno psicofisico, morale ed economico come nel nostro caso.
Non è pensabile non avvisare il cittadino ed oltretutto iniziare l’attività senza una pianificazione adeguata.
L’ampliamento del sistema di frantumazione è partito fuori norma (rapporti acustici ARPA Comune di Meldola Protocolo Generale 12/07/06 76/emer e 02/12/06 n. 0021229) sotto l’aspetto del rumore e solo dopo quasi un anno è uscita un ordinanza del Sindaco che finalmente impone alla ditta di mettersi in regola, ma la mia compagna, io, i miei figli ed i miei vicini abbiamo dovuto sopportare il rumore per quasi un anno e perdere un sacco di tempo ed energie per cercare di avere i diritti minimi concessici dalla legge.
La viabilità della zona non è stata pianificata prima dell’inizio delle attività.
Solo ad attività iniziate e dopo che i cittadini hanno fortemente protestato e perso tempo (Comune di Meldola Protocollo Generale 13/09/06 n. 0025882) si sta cominciando a fare qualcosa, per adesso è stato messo un semaforo.
Parti dei terreni di alcuni poderi limitrofi alla via San Colombano Castelnuovo sono ancora ad oggi occupati dai camion che per il loro volume non stanno sulla careggiata (si sono avvisati gli organi competenti in una riunione informale in Comune a Meldola in data 26/09/06).
Da circa un anno si sono formate delle fessure nelle abitazioni, nelle strutture circondanti l’impianto e sulle strade percorse dai camion.
Non sappiamo ancora se l’aumento dell’impianto di frantumazione e del traffico pesante possano essere compartecipanti a quello che sta accadendo ed anche di questo fatto ne abbiamo parlato a più riprese con gli organi competenti.
Confidiamo comunque nelle Istituzioni che si incaricano di questo problema, sperando che a breve questa vicenda rientri nei binari dello sviluppo partecipato e sostenibile e nei limiti concessi dalla legge e che possa essere utile a tutti perchè in futuro non si verifichino piu situazioni del genere.

Dott Venezia

Che altro dire se non … saluti radiosi…

AGGIORNAMENTO di Lunedì 19/03/07 … copia dell’articolo de “La Voce” … grazie Pietro

Andreotti … passato remoto o che altro

Seguo periodicamente il blog di un giornalista che non ha peli sulla lingua, uno di quelli ormai in via di estinzione (per non dire quasi completamente estinti) che parla male di chi se lo merita, sia esso di destra e/o di sinistra.

Siccome non guardo praticamente mai la televisione mi sono guardato volentieri uno stralcio del suo intervento in cui spiega molto incisivamente la vicenda del senatore a vita. Vi invito ad ascoltarlo … è veramente da favola. Non entro nella discussione della chiesa e della pedofilia perché come lo stesso Travaglio alla fine cita, anche in ambiente ecclesiastico ci sono le basse percentuali di mele marce che sono nel resto della Società.
Solo ora scrivo qualcosa su questo perchè ho appreso che un nostro attuale Ministro se n’è andato dalla trasmissione “anno zero” e questo dimostra che la stessa non deve essere troppo “di parte” come qualcuno amava farci credere.

Saluti radiosi