Turismo responsabile

Una iniziativa che è relativamente vicina a noi ma che per me significa parecchio per le possibile ricadute culturali che può avere e vi chiedo di leggere pazientemente ed esprimere la Vostra opinione.

Probabilmente dobbiamo iniziare ad andare oltre al turismo di massa e non dire di “essere andati” in Egitto pensando che stare 7 giorni in un villaggio turistico sul mar rosso con magari una gita alle piramidi rappresenti l’avere visitato l’Egitto. Sò che la posizione è forte ma forse si deve andare oltre alle apparenze ed iniziare, seriamente, a rivedere la propria impronta. Tranquilli, mi ci metto io per primo dentro. Magari sarà l’inizio di una nuova era dei viaggi 🙂

Per una nuova etica del viaggio a Faenza è nata T-ERRE
Il turismo responsabile al centro dell’attività dell’associazione

Il turismo, la principale attività economica nel mondo dopo l’industria del petrolio, si propone spesso, anche attraverso l’immagine stereotipata da “club vacanze”, come fenomeno di consumo, disattento alla “sacralità” di luoghi e popolazioni, disinteressato ad uno scambio rispettoso, che finisce per confondere folclore con cultura, souvenir con produzione locale, elemosina con sviluppo.
In controtendenza un nuovo modo di fare turismo si sta sempre più diffondendo, basato su rispetto, educazione, etica, giustizia: il turismo responsabile. Particolare attenzione è data nel “turismo responsabile” ad una equa distribuzione del reddito tra tour operator e Paese ospitante: i viaggi si prefiggono l’obiettivo di lasciare una buona quota del prezzo della vacanza presso il Paese di soggiorno andando a finanziare anche progetti di sviluppo.

A Faenza sta avviando le proprie attività la neonata Associazione “T-ERRE, Turismo Responsabile” con lo scopo di sviluppare iniziative e progetti promozionali, di viaggio, culturali e formativi nel campo del turismo responsabile e che prosegue l’azione avviata fin dal 2004 dal progetto “Per una nuova etica del viaggio” sviluppata da Giorgio Gatta, il quale si propone oggi, assieme a Giuseppe Olmeti e ad altri volontari romagnoli, di ampliare l’esperienza e consolidarne i risultati.
“Volontà primaria dell’Associazione T-ERRE – spiega Gatta – è quella di attivare una rete di collaborazioni e sinergie tra privati, enti, associazioni, cooperative e imprese per promuovere una filosofia e una modalità di viaggio che concorrano a trasformare atteggiamenti e comportamenti di relazione ed approccio nei confronti dei popoli e dei territori visitati”.

Collaborano al progetto numerosi associazioni ed enti: da Trama di Terre (Imola) a Comitato di Amicizia (Faenza) socio di Mani Tese, da Agriturismo Dulcamara (Ozzano dell’Emilia) a Cosmopolite di Faenza, da Equoland, una delle più importanti centrali di importazione del commercio equo in Italia,  all’Associazione “Intorno al cerchio” di Bologna.

Il progetto ha il patrocinio e il sostegno di Confcooperative e vi aderiscono in qualità di “sponsor tecnici” aziende locali – COFRA, Faventia Tourist, Cambiamenti, Coop Aleph, Carta Bianca – le quali, solidali negli obiettivi dell’associazione, forniscono supporto nel campo dell’organizzazione dei viaggi, della grafica, della comunicazione ai mass media e della stampa dei materiali divulgativi.

L’Associazione T-ERRE ha avviato un solido programma di viaggi “responsabili” per il 2007 che propone:
Burkina Faso – nel paese degli “uomini integri”
Benin – la terra della amazzoni
Marocco – dalle città imperiali ai villaggi berberi
Perù – oltre il mistero degli Inca

Per maggiori informazioni: Giorgio Gatta,  ggatta -at- wooow.it  www.t-erre.org,
blog http://turismoresponsabile.blog.kataweb.it/terre/

Saluti radiosi

La raccolta firme per LEX MACELLO

Stamane è stata un bella mattinata intensa e vissuta; è iniziata con la lettura del Resto del Carlino su cui il mitico Luca Bertaccini ha fatto un bellissimo articolo …. e per questo non finirò mai di ringraziarlo.

Fatto questo più o meno alle 08:50, mentre preparavo il tavolino, è arrivata la prima firma dopo la mia e poi, arrivato il mio compagno di avventura Andrea, è iniziato il vero divertimento.

E’ sicuramente un modo nuovo (almeno per me) di affrontare un problema sentito (vi ricordo che tutto è partito di quì); un modo che non si limita solo a “lamentarsi” di qualcosa ma che prova anche a sentire cosa ne pensano gli altri e devo dire che ci sono stati alcuni “confronti” particolarmente istruttivi e fondanti anche perché non è poi così vero che le persone se ne freghino e lascino correre. Si và da un buon 30% che non sapeva della demolizione dell’ex macello in favore di un parcheggio (alla faccia della delega agli Amministratori…) a una pressochè totalità di fermati che comunque non vogliono lasciare così com’è la struttura; da qualche irridicibile automobilista che sbava per nuovi parcheggi e non si è sognato di firmare a diversi Amministratori che sono passati per vedere come andava; addirittura l’Assessore Biserni ha voluto l’indirizzo del blog (prontamente scritto in un foglietto) promettendo di venire a spiegare il perché di questa scelta (non vedo l’ora di confrontarmi con Lei per iscritto).

Devo dire che almeno uno degli irriducibili dei parcheggi sicuramente va abitualmente in palestra …. ma fare 100 + 100 metri in più a piedi per andare a parcheggiare nel limitrofo parcheggio vicino alla scuole medie che è spesso vuoto …. proprio non lo considera!!!

Anche qualche extracomunitario ha cercato di capire di cosa si trattasse ed ha sottoscritto l’appello; c’è chi si è offerto di raccogliere firme direttamente nel proprio esercizio commerciale; chi mi ha tacciato di sedere nella “stanza del potere” perché mi ha visto presente ad altri incontri pubblici; chi mi ha dato del Socialista … insomma … di tutti i colori 🙂

Alla fine abbiamo abbondantemente superato le 110 firme … un successone per me che non speravo in più di 90 … sabato prossimo si replica e, essendo di più a raccoglierle, sono fiducioso di raccoglierne almeno altrettante.

Comunque la cosa fondamentale è stato il confronto e la disponibilità a voler capire le possibili alternative ed a proporne delle altre tra le quali quella che più mi è piaciuta è: se proprio alla fine si devono ricavare dei parcheggi, ristrutturare almeno il corpo centrale per ricavare un servizio utile alla collettività (tipo il centro sanitario con sala prelievi) e demolire il resto per fare qualche parcheggio in meno … una sorta del famoso colpo al cerchio ed alla botte.

Insomma un grosso grazie ai miei compaesani rassicurandoli che presto avranno una piazza virtuale, scollegata dal mio blog, in cui diversi amici (senza alcuna preclusione per chichessia) cureranno e porteranno avanti diversi aspetti del nostro paese cercando di confrontarsi e “partecipare maggiormente” alla vita della comunità meldolese.

Saluti radiosi

Un pensiero anche a esseri non umani

Di solito poche cose mi “atterriscono” come quando presi la decisione di diventare vegetariano ma il filmato sulla sorte dei delfini e sulla stupidità umana che ne fa uso onestamente è riuscito a riportarmi a quei tempi (ormai passati da 8 anni) e mi ha notevolmente rafforzato nella convinzione vegetariana.

Dalle nostre parti non siamo abituati a mangiare di questa carne ma dubito che per i tonni o per altri pesci sia tanto diverso…. magari risparmieranno di essere trascinati da un camion. Riporto il pensiero di un grande da cui abbiamo, io e mia moglie, carpito il nome per riconoscerlo anche a nostro figlio:

E’ vero che l’Uomo è il re degli animali, perché la sua brutalità supera la loro. Viviamo grazie alla morte degli altri (Leonardo da Vinci)
Per me è bene anche firmare la petizione per spiegare il nostro raccapriccio per quanto mostrato … io sono la numero 1.023.793
Saluti …. che stavolta non riescono ad essere radiosi!!!

Affari e rifiuti

Giovedì 12 Aprile

Ore 20.45 – Sala Zambelli

Camera di Commercio – Piazza Saffi 1

FORLÌ

un incontro pubblico con

Padre Alex Zanotelli

sul tema

AFFARI E RIFIUTI:
e la salute?

Introduce la

Dr.ssa Patrizia Gentilini

TUTTI I CITTADINI INTERESSATI SONO INVITATI A PARTECIPARE

Padre Alex Zanotelli, missionario Comboniano, è stato direttore di Nigrizia dal 1978 al 1987. Dal 1994 al 2002 ha vissuto nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya, tra i più poveri ed i più emarginati del pianeta. Rientrato in Italia, vive a Napoli, nel rione Sanità, ancora una volta vicino agli ultimi, costantemente impegnato nella denuncia delle ingiustizie, nell’affermazione dei diritti dei poveri e nella difesa dei beni comuni essenziali alla vita.

Il Tavolo delle Associazioni è composto da: ISDE Forlì, APE Confedilizia, WWF Forlì, ARCI Nuova Associazione, Sinistra Ecologista Sezione Forlì, Italia Nostra Sezione Forlì, Associazione Clan-Destino, Associazione contro Leucemie e Linfomi (A.I.L.), Comitato Romagnolo Tutela Salute, Associazione Romagnola Ricerca Tumori (A.R.R.T.), Assocasalinghe, AssindatColf, Sezione Giovani Confedilizia, Assoutenti Forlì-Cesena, Associazione Tutela Verde Restauro Ambientale “P. Canziani”, Registro Amministratori, Associazione Malattie Autoimmuni Rare, Associazione Pediatrica Forlivese, Federazione Guide turistiche Forlì, Comitato di Quartiere di Coriano, Lega Consumatori ACLI.

Rassegna stampa sulla cava di Cà Baccagli

Per provare a strutturare un pò l’archivio e per dimostrare che l’argomento è sentito anche dai nostri quotidiani di seguito inserisco gli articoli usciti sull’argomento e pazientemente raccolti e collezionati dall’amico Pietro.

Questa raccolta integra la discussione già presente sul blog

Prego chiunque all’uscita di nuovi articoli di farlo sapere e magari conservarmi l’articolo in modo da integrare ed avere un punto in cui reperire tutto quanto serva a tracciare bene il problema.

Alcuni non hanno riferimenti alla testata ed alla data e di questo mi scuso ma la raccolta è partita in maniera molto “casalinga” senza immaginare che sarebbe stata un’avventura così …. “lunga” e confidando in una rapida soluzione ….

La lista verrà mantenuta aggiornata con il contributo di tutti

Saluti radiosi

Il compostaggio scolastico.

Dal lontano anno 1999 (come peraltro già scritto) faccio il compostaggio dei rifiuti organici famigliari con notevoli risultati e soddisfazioni.

Proprio Giovedì ho avuto modo di assistere un veterano del compostaggio (Professor Raggi Stefano) che è anche Assessore all’ambiente nella vicina Forlimpopoli, che si è prestato gratuitamente a tenere una lezione ai bambini della classe Elementare 3^C proprio su questo argomento.

Devo dire che i bambini sono stati particolarmente ricettivi e hanno partecipato attivamente con diverse e svariate domande. Anche io, a modo mio, ho dato il mio contributo più che altro in modo “manuale” nella fase pratica riuscendo così a creare il primo bidone di compostaggio della Scuola Elementare.

Il bidone è stato dato gratuitamente da Hera proprio in virtù del progetto del pasto eco-compatibile che stiamo portando avanti e non è per me dei migliori in quanto piuttosto sigillato e senza fori di areazione ma lo stesso Raggi si è detto disponibile ad interessarsi per farci avere un contenitore migliore e poter così anche valutare le differenze tra i vari sistemi.

Speriamo di mostrare presto a questi bambini come dai rifiuti puzzolenti che abbiamo messo dentro il bidone (fra i quali anche i piatti ed i bicchieri dei pasti, i resti dei pasti stessi, un pò di erba del giardino, ecc) possano nascere bellissimi fiori e piante utili all’uomo!!!
Con questo mio articolo intendo ringraziare sentitamente:

  • il Professor Raggi per la sua disponibilità e per la sua chiarezza
  • l’Assessore Provinciale Riguzzi per avermi messo in contatto e presentato il Professor Raggi,
  • Hera per il contenitore;
  • L’Amministrazione Comunale per credere e portare avanti il progetto del pasto eco-compatibile
  • la Maestra Bianca per l’attenzione riservata a questo importante argomento,
  • la Dirigenza scolastica per l’appoggio dato per la realizzazione del progetto,
  • infine la Dirigente ai servizi alberghieri Milillo Maria Alfonsa per l’instancabile opera di sensibilizzazione e il suo impegno nel faticoso compito di portare a termine un pasto VERAMENTE bio ed eco-compatibile.

A questo punto dovremo cercare di coinvolgere altre classi in modo che queste nuove generazioni possano istruire noi genitori a passi più consapevoli, io dò già fin da ora la mia disponibilità, per quel poco che posso, sottolineando che non ci vuole molto … basta che un genitore per classe si interessi e provi a mettersi in gioco e potremmo veramente e concretamente cambiare le cose!!!
Una nota mi sento di farla su quanti bambini abbiano risposto che fanno la raccolta differenziata a casa: siamo sotto il 50% —- quindi …. serve tanto lavoro di informazione e diffusione di una rinnovata sensibilità ambientale per riuscire a limitare il fenomeno dell’incenerimento.

Al termine dell’altro progetto per l’anno in corso con la Coldiretti, sempre sullo stesso filone del pasto eco-compatibile, mi auguro di poter trarne qualche altro articolo di cui mi pregerò informarvi.
Saluti radiosi

Inceneritore sì, termovalorizzatore no

Mi spiace per il gioco di parole ma è fondamentale iniziare a chiamare ogni cosa con il suo nome; termovalorizzatore è un termine non riconosciuto da nessuno in Europa e nemmeno traducibile pertanto è giusto chiamarlo con il suo nome che è “inceneritore con recupero energetico

Parlando con un politico locale la sera dell’ultimo Consiglio Comunale lo stesso mi diceva che non ha ancora ottenuto una spiegazione decente sul perché opporsi agli inceneritori; io non sono sicuramente esperto del settore ma mi piace pensare che quando vado a comprarmi le scarpe decido da solo se mi vanno o bene o meno e non ho bisogno di chi le ha fabbricate per capirlo pertanto cercherò di dare informazioni essenziali e, soprattutto, referenziate.

Lavoisier con la sua legge della conservazione della massa ci insegna praticamente che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma; pertanto questi sono i numeri che una ricercatrice di Modena (Prof.ssa Gatti) ed il marito (Dott. Montanari) dichiarano e sfiderei qualcuno dimostrare che loro sbagliano se non in qualche punto percentuale:
A Fronte di una tonnellata di rifiuti bruciati in inceneritore si ottiene quanto segue:

1 tonnellata di fumi; da 280 a 300 kg di ceneri solide; 30 kg di ceneri volanti; 650 kg di acqua sporca da depurare e 25 kg di gesso.

Come vedete il bilancio è negativo perché a fronte di 1 tonnellata che entra, in uscita si ha una mole quasi doppia e di componenti maggiormente dannosi di quelli in entrata; insomma inquinano molto di più!

La maggiorazione è dovuta al fatto che nell’incenerimento occorre aggiungere calce viva, tanta acqua ed ossigeno … altrimenti Lavoisier si rivolterebbe nella tomba!!!
Sarebbe come se io piantassi 1 fila di piselli di giorno e la notte, con il favore delle tenebre, quando dormo qualcuno venisse ad estirparmeli andando ad estirparne una fila anche nel terreno del vicino … un sistema che non si regge finchè non fermo l’estirpatore.

Ricordiamoci che noi siamo tutti “vicini” e che il raggio di ricaduta di un inceneritore è stimato in circa 30 km!!!!

Se poi si considera che i 300 kg di ceneri sono rifiuti speciali e come tali vanno trattati in apposite e specifiche discariche occorre chiarire definitivamente che è inutile raccontarci che con gli inceneritori non servono discariche per non dire poi che sembra che a volte le ceneri vadano a finire ai cementifici (quindi … nelle nostre case) oppure sulle nostre strade.

C’è il problema delle diossine e dei relativi effetti sulla catena alimentare e sull’uomo che non si possono sicuramente accantonare come fantasie.
Detto questo passiamo alle polveri presenti nei fumi dove, oltre ai PM 10 che oramai sono riconosciuti come dannosi, ma che in realtà sembra causino problemi che si fermano alle vie respiratorie (non per questo da sottovalutare) i problemi maggiori sono derivati dalle nano polveri da PM 2,5 fino PM 0,1 (provate a leggervi quì cosa imputano alle PM 2,5)
La nanopatologia è una patologia indotta proprio da queste nano e micro-particelle di tipo inorganico entrate nell’organismo per inalazione o per ingestione; le nanopatologie sono state scoperte nel 1999 da Antonietta Gatti dell’Università di Modena e Reggio Emilia tramite l’impiego di una tecnica di indagine con l’ausilio di un microscopio elettronico a scansione ambientale (scoperta fatta in università … w i nostri ricercatori!!!). Queste scoperte hanno permesso di trovare una spiegazione dell’insorgere di diverse malattie classificate come criptogeniche e, tra queste, le cosiddette Sindrome del Golfo e Sindrome dei Balcani.

Il termine nanopatologie è comunque controverso, in quanto l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sospeso il giudizio sulla pericolosità delle particelle ultrafini in attesa di raccogliere ulteriori e più conclusive evidenze soprattutto di tipo epidemiologico.

La cosa che mi lascia più atterrito è che queste nanoparticelle entro 60 secondi finiscono nel sangue e, attraverso il sistema linfatico, in ogni organo umano e animale e non ci se ne libera più perché non biocompatibili; possono perfino penetrare il nucleo cellulare e modificarci geneticamente!!!

Tra le tante patologie ipotizzate spiccano alcune malattie del sangue come le trombosi, i tumori, nonché tutti gli stati patologici causati da concentrazione di elementi inquinanti nell’organismo.

Queste nanoparticelle sono sempre esistite, solitamente prodotte da vulcani mentre l’uomo ha reso più estese le fonti di emissione (procedimenti ad alta temperatura, industriali e non; impianti di riscaldamento; traffico automobilistico; inceneritori di rifiuti; fonderie Bombe all’uranio impoverito o al tungsteno).

Per questa volta mi fermo qui, prego chi non ha troppa voglia di leggere di provare a guardarsi qualche registrazione che tranquillamente si trova su arcoiris alla voce di Antonietta Gatti oppure Stefano Montanari, oppure nanopatologie. C’è anche un inquietante esempio di intromissione nella catena alimentare con rischio di estinzione dei pesci … e successiva desertificazione marina …. ma non solo!!!

Personalmente di una ricerca mi piace sapere chi la finanzia e/o da chi è pagato il ricercatore; della Prof.ssa Gatti e del Dott. Montanari mi fido prima di tutto perchè li ho sentiti parlare di persona conoscendoli anche, ed in più perchè anche io mi pregio di aver contribuito (seppur in minimissima parte) all’acquisto del microscopio elettronico.

Inoltre penso che difficilmente tanti farebbero ricerche del genere pubblicandone risultati che coinvolgono multinazionale e colossi del calibro di quelli elencati.
Spero che questa sintesi volutamente non approfondita (non ne avrei le capacità) serva da stimolo ad una ricerca approfondita e se qualcuno commenterà degli approfondimenti o delle richieste di chiarimento sarò lieto di mettere a disposizione le mie …. Scarpe 🙂

Saluti radiosi

Un interessante esposto che ricevo e pubblico volentieri

Come doverosa premessa volevo segnalare che sotto riporto una lettera/esposto inviatami da un esponente politico dei Verdi che mi richiede gentilmente di pubblicarla. Ho già trattato l’argomento in un’altra discussione dove finalmente trovo un pò di commenti quindi lo scopo di risvegliare ulteriormente il senso civico (mio principale se non unico obbiettivo) inizia ad avere effetto.
Pubblico questo in un nuovo post perché mi sembra che sintetizzi bene una buona serie di punti che meritano dei chiarimenti e che penso potrebbero ulteriormente stimolare chi vuol lasciare un suo contributo, oltre che leggere.

Infine mi piacerebbe leggere cosa ne pensano gli altri miei compaesani …. attendo fiducioso e resto a disposizione per pubblicare le eventuali risposte che dovessero arrivare.

Il tutto nella massimo rispetto degli “attori” coinvolti e disponibili (mi auguro) ad un aperto confronto.
Per chi non è del posto metto la foto satellitare di com’era una volta l’area in modo da averne anche un’idea visiva … sono evidenziati i pioppi secolari … ormai abbattuti.
Foto satellitare di qualche anno fa

Al Sindaco del Comune di Meldola (FC)

Alla Procura della Repubblica di Forlì (FC)

Alla Prefettura di Forlì (FC)

Al Comando dei Carabinieri di Meldola (FC)

Al Comando dei Vigili Urbani di Meldola (FC)

Ad ARPA – Sezione Provinciale di Forli-Cesena

All’Amministrazione Provinciale di Forli-Cesena

All’Agenzia del Demanio – Filiale Emilia-Romagna

Al Servizio Tecnico Bacino Fiumi Romagnoli di Forlì (FC)

Oggetto: Richiesta urgente di sospensione dell’attività estrattiva e dell’attività di lavorazione e frantumazione di inerti in località Ca’ Baccagli – San Colombano di Meldola (FC), in concessione alla ditta Romagna Cave

Il sottoscritto Davide Fabbri Membro Esecutivo Provinciale dei Verdi di Forlì-Cesena, nonché membro dell’Esecutivo Regionale dei Verdi dell’Emilia-Romagna


Informato sulla vicenda in questione

chiede in primis

al Sindaco del Comune di Meldola (titolare delle funzioni di vigilanza dell’attività estrattiva ai sensi dell’art. 20 della LR 17/91 e dell’attività urbanistica-edilizia e produttiva del territorio) e a tutti gli enti competenti la sospensione dell’attività di cava che fa parte
del Piano Comunale delle Attività Estrattive e di frantumazione degli inerti in località Ca’ Baccagli – attività recentemente potenziate – per consentire la celere risoluzione di tutte le problematiche sollevate da diverso tempo – tramite lettere e tramite articoli sulla
stampa locale – dai residenti che abitano in zona limitrofa alla Cava in questione

I cittadini da diverso tempo segnalano con viva preoccupazione una lunga serie di problematiche (inquinamento da rumore, inquinamento dell’atmosfera, rischi per l’incolumità psico-fisica legati al traffico dei mezzi pesanti, impatti idrogeologici, paesaggistici e di difesa del suolo, inquinamento delle acque) correlate alla scarsa salvaguardia del territorio e dell’ambiente, alle quali gli enti competenti non hanno ancora dato risposta risolutiva.

Alcune domande sorgono spontanee:
Sono state rispettate tutte le normative urbanistico-edilizie e produttive relative alle attività in oggetto?
E’ stata svolta una attenta vigilanza da parte del comune e di tutti gli enti competenti per assicurare la rispondenza alle norme di legge, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi delle concessioni per attività estrattive e di frantumazione degli inerti?
A noi pare di no.

E ancora.
Come è stato possibile concedere le autorizzazioni sia per le attività estrattive che per l’attività di frantumazione degli inerti, con passaggi di 70-80 camion al giorno su una piccola e stretta stradina di campagna comunale, in assenza di uno studio attento e
rigoroso di impatto ambientale e di compatibilità ambientale sulla viabilità esistente, dato che vi è assenza di viabilità compatibile con tali attività, prevedendo quindi di utilizzare come strada di servizio all’attività produttiva la via Castelnuovo, che è una strada di campagna?

Sarebbe interessante leggere gli atti e i progetti approvati, le autorizzazioni e/o concessioni, per capire quali prescrizioni gli enti pubblici hanno dettato al legittimo esercente-titolare della cava in questione.

Si chiede gentilmente al Sindaco di avere copia di tali atti.

In sintesi le problematiche ancora irrisolte sono:

  1. rischi alla pubblica incolumità lungo la strada pubblica utilizzata dai mezzi pesanti della ditta titolare della Cava;instabilità e non funzionalità della strada;problematiche dovute al traffico veicolare dei mezzi pesanti lungo la Strada Comunale S.Colombano-Castelnuovo, in entrata e in uscita dall’area in concessione alla ditta Romagna Cave, mezzi pesanti costretti ad utilizzare una strada inadeguata per tale attività (cava e frantumazione inerti), inadeguata poiché priva delle più elementari caratteristiche di sicurezza stradale;la strada sta cedendo, la strada si sta letteralmente piegando verso il letto del fiume;i mezzi pesanti, per immettersi sulla Strada Provinciale Bidentina, invadono fisicamente e pericolosamente la corsia opposta, a causa della evidente ristrettezza della strada, provocando situazioni di autentico pericolo;come è stato possibile autorizzare tale attività in assenza di infrastrutture viarie adeguate? Come è possibile pensare solo ora, tardivamente – a danni già arrecati – ad un eventuale spostamento della viabilità o consolidamento della scarpata dell’attuale strada?
  2. inquinamento acustico – continui superamenti dei limiti di legge riscontrati da ARPA
  3. dissesti e sgretolamenti al monte (sono evidenti spaccature) limitrofo all’attività di cava
  4. forti vibrazioni che hanno causato crepe ad alcuni edifici limitrofi all’attività di cava, compresa la chiesa di San Rocco


Alla luce di tutte queste problematiche, si chiede agli enti competenti in indirizzo, di emanare immediatamente una ordinanza di sospensione temporanea delle attività, sia della Cava che dell’impianto di frantumazione degli inerti, al fine di scongiurare la concretizzazione di ulteriori situazioni di pericolo per l’incolumità dei cittadini, attività che potranno essere riprese regolarmente solo dopo l’aver realizzato le opere (messa in sicurezza della viabilità, messa a norma degli impianti per quanto riguarda il rumore, etc.) indispensabili e necessarie per il mantenimento delle attività produttive sopradescritte.

Davide Fabbri
Membro Esecutivo Verdi Provincia Forli-Cesena
Membro Esecutivo Regionale dei Verdi Emilia- Romagna
Tel 333.1296915 cellulare
e-mail: davide.fa at virgilio.it
e-mail: capigruppocesena at libero.it

Saluti radiosi

Cava, o meglio, frantoio di Cà Baccagli

E’ una lunga storia quella che rappresenta la cava di Cà Baccagli (sopra Meldola verso Castelnuovo) che da ormai un anno ha ripreso la sua attività.

E’ fuor di dubbio che occorrano cave per la nostra espansione e crescita Locale e Nazionale ma è altrettanto fuor di dubbio che anche chi si trova ad avere una di queste attività a pochi metri da casa risenta di questa attività e possa esprimere la sua opinione (sul discorso della crescita e della necessità di cave magari esprimerò il mio personale pensiero in altra discussione….).
Si và quindi dalle prime denunce, alle analisi sul posto effettuate da ARPA ed alle prime timide risposte della politica locale.

Oggi ricevo la bella e-mail di un amico che per comodità riporto per intero affinchè possiate farvi un’idea di cosa significhi vivere all’interno di un parco e molto vicino ad una cava; lo stesso amico mi avvisa che dovrebbe essreci un articolo su La Voce di domenica.
Grazie, per darci una mano
noi cittadini vogliamo essere partecipi delle decisioni che riguardano direttamente la nostra salute ed i nostri averi.
Vogliamo una democrazia ben pensata e partecipata, vogliamo che chi abbiamo eletto, ci metta a conoscenza di decisioni tipo “lo spostamento ed adeguamento funzionale di impianto di frantumazione” della Ditta Romagna cave s.r.l.
Azioni come queste che sicuramente avranno una valenza positiva per la società per altro al cittadino sconosciuta, non possono essere intraprese senza avvisare i cittadini che ne subiscono un danno psicofisico, morale ed economico come nel nostro caso.
Non è pensabile non avvisare il cittadino ed oltretutto iniziare l’attività senza una pianificazione adeguata.
L’ampliamento del sistema di frantumazione è partito fuori norma (rapporti acustici ARPA Comune di Meldola Protocolo Generale 12/07/06 76/emer e 02/12/06 n. 0021229) sotto l’aspetto del rumore e solo dopo quasi un anno è uscita un ordinanza del Sindaco che finalmente impone alla ditta di mettersi in regola, ma la mia compagna, io, i miei figli ed i miei vicini abbiamo dovuto sopportare il rumore per quasi un anno e perdere un sacco di tempo ed energie per cercare di avere i diritti minimi concessici dalla legge.
La viabilità della zona non è stata pianificata prima dell’inizio delle attività.
Solo ad attività iniziate e dopo che i cittadini hanno fortemente protestato e perso tempo (Comune di Meldola Protocollo Generale 13/09/06 n. 0025882) si sta cominciando a fare qualcosa, per adesso è stato messo un semaforo.
Parti dei terreni di alcuni poderi limitrofi alla via San Colombano Castelnuovo sono ancora ad oggi occupati dai camion che per il loro volume non stanno sulla careggiata (si sono avvisati gli organi competenti in una riunione informale in Comune a Meldola in data 26/09/06).
Da circa un anno si sono formate delle fessure nelle abitazioni, nelle strutture circondanti l’impianto e sulle strade percorse dai camion.
Non sappiamo ancora se l’aumento dell’impianto di frantumazione e del traffico pesante possano essere compartecipanti a quello che sta accadendo ed anche di questo fatto ne abbiamo parlato a più riprese con gli organi competenti.
Confidiamo comunque nelle Istituzioni che si incaricano di questo problema, sperando che a breve questa vicenda rientri nei binari dello sviluppo partecipato e sostenibile e nei limiti concessi dalla legge e che possa essere utile a tutti perchè in futuro non si verifichino piu situazioni del genere.

Dott Venezia

Che altro dire se non … saluti radiosi…

AGGIORNAMENTO di Lunedì 19/03/07 … copia dell’articolo de “La Voce” … grazie Pietro