Aria condizianata o poco dormire: ingrassare!!!

Dunque, per la mia persona che ultimamente tende ad ingrassare, molto probabilmente il problema principale è il poco sonno visto che l’aria condizionata è una di quelle suppellettili che, fino ad ora, proprio non utilizzo!!!!

Speriamo che finito il trasloco lavorativo non debba piegarmi al fatto di subire l’aria condizionata altrimenti divento una botte :-)))
A proposito di trasloco, vado a Ravenna … evviva!!! Anche stavolta di avvicinamento non se ne parla … caxxo!!! Almeno il mio capo è un GRANDE … mi rifarò con lui che è anche a dieta 🙂
Saluti radiosi

Omeopatia e sperimentazione … si conferma l’efficacia della cura omeopatica

Di seguito un sunto di una newsletter della Loacker che mi ha messo a consocenza di uno studio comparativo fra metodo omeopatico e convenzionale su patologie acute dell’apparato respiratorio ed uditivo.

Non vorrei che passasse che solo per queste patologie tutto sommato lievi l’omeopatia è valida ma è un importante passo che si compiano queste comparazioni per dare maggior forza anche alle scelte di Regioni all’avanguardia con queste cose (la Toscana è una di queste … se volete saperne di più … posso dirvi qualcosa :-).

Tra ottobre 1998 ed aprile 2000 è stato condotto uno studio internazionale, multicentrico, comparativo, non randomizzato per valutare l’efficacia dell’omeopatia vs il trattamento convenzionale per la cura di patologie acute dell’apparato respiratorio e uditivo. Sono stati coinvolti 8 Paesi (Austria, Germania, Paesi Bassi, Russia, Spagna, Ucraina, Regno Unito e USA) per un totale di 2055 pazienti arruolati tra adulti e bambini.
Hanno partecipato allo studio pazienti che presentavano almeno uno dei 5 sintomi principali (naso che cola, mal di gola, mal di orecchie, dolore al petto e tosse) insorti non più tardi di 7 giorni prima dell’arruolamento. Il follow-up è stato condotto telefonicamente dopo 7, 14 e 28 giorni dal primo contatto, considerando tra i criteri di valutazione la velocità di risposta al trattamento dopo 7, 14 e 28 giorni, la soddisfazione del paziente e l’evenienza di eventi avversi.
Dei 2055 pazienti arruolati, 1577 hanno concluso lo studio: 857 trattati con rimedi omeopatici (prescritti su base individuale) e 720 con medicinali convenzionali. La maggior parte dei pazienti di entrambi i gruppi (omeopatia e medicina convenzionale) riferiscono di essere guariti o aver avuto miglioramento dopo 14 giorni di trattamento (criterio primario). La velocità di risposta al trattamento sia omeopatico sia convenzionale non mostra differenze significative tra bambini e adulti.

Tuttavia il miglioramento entro i primi 7 giorni dall’inizio del trattamento è avvenuto in maniera significantemente più veloce nei bambini e negli adulti trattati omeopaticamente rispetto ai pazienti dei due gruppi trattati con farmaci convenzionali.

Ciò che è risultato dallo studio è che il trattamento omeopatico per patologie acute dell’apparato respiratorio e uditivo non è inferiore al trattamento convenzionale.
Certamente questi risultati contribuiscono ad evidenziare sempre più che l’omeopatia è una strategia di trattamento sicura e benefica!

HOMEOPATHIC AND CONVENTIONAL treatment for acute respiratory and ear complaints: A comparative study on outcome in the primary care setting
Max Haidvogl, David S Riley, Marianne Heger, Sara Brien, Miek Jong, Michael Fischer, George T. Lewith, Gerard Jansenand André E. Thurneysen

Tinture per capelli … indagando un pò ci possono essere sorprese

Questo articolo è tratto da Heos … può far riflettere chi è impegnato nell’eterna lotta contro lo scorrere del tempo. Impariamo a convivere con noi stessi esattamente come siamo e vivremo meglio sia con noi stessi che con chi ci stà attorno (Parrucchiere ad esempio :-))
Rilevati troppi casi di allergie ma qualche volta può andare peggio …

La Commissione europea indaga sulle tinture dei capelli
Analizzati 46 ingredienti. Alla fine ben dieci sono risultati “estremamente sensibilizzanti”

Minimizzare i possibili rischi di reazioni allergiche. È l’obiettivo alla base di consulenze scientifiche che la Commissione europea ha deciso di ampliare per avere solide valutazioni sulle tinture per capelli. L’allarme è arrivato da una comunicazione pubblicata dal Comitato scientifico per i prodotti destinati ai consumatori (Sccp) che ha fornito i risultati dei test relativi a 46 ingredienti contenuti nelle tinture per capelli. Gli scienziati hanno osservato che una “quota considerevolmente alta” di tali sostanze erano “sensibilizzanti per la pelle”. Detto più semplicemente, erano in grado di causare reazioni allergiche. Su 46 ingredienti dieci sono risultati “estremamente sensibilizzanti”, tredici “forti” e “quattro” moderati.
La tintura dei capelli sta diventando una pratica sempre più diffusa. Secondo uno studio danese, l’età media in cui si inizia a sperimentare la colorazione dei capelli è di 16 anni.
“ALLA LUCE DEI RISULTATI OTTENUTI e del crescente uso delle tinture per capelli registrato negli ultimi anni, occorre condurre una valutazione approfondita circa la diffusione delle allergie causate dalle tinture nella popolazione”, ha affermato Markos Kyprianou, commissario europeo per la Salute.

Lo studio dell’Sccp rientra nell’ambito di una più ampia strategia di sicurezza dell’Ue relativa alle sostanze utilizzate nella colorazione dei capelli. Nel 2003, a seguito dell’allarme diffuso dall’Sccp su una possibile connessione tra l’uso prolungato di tinture permanenti e il cancro alla vescica, la Commissione, in concerto con gli Stati membri e l’industria cosmetica, ha lanciato una strategia volta a rendere più severa la regolamentazione di queste tinture. La strategia prevede la creazione di una lista delle sostanze sicure e la proibizione di tutte le tinture permanenti e non-permanenti per le quali nessuna documentazione sulla sicurezza è stata sottoposta all’attenzione dell’Sccp.
SULLA BASE DEI NUOVI RISULTATI la Commissione ha dichiarato di voler ampliare la sua attuale strategia di sicurezza e di voler richiedere ulteriori esami della diffusione delle allergie della pelle, causate dalle tinture per capelli nella popolazione dell’Ue. La Commissione ha inoltre affermato che esaminerà i valori soglia per le “sostanze sensibilizzanti” ad alto rischio.

Saluti radiosi

Angolo di Giulio: Il cibo degli dei … il cioccolato

Il mio amico medico mi ha dedicato un altro articolo da uno dei suoi siti di informazione. Visto che oggi è Pasqua voglio fare a tutti i lettori del blog i miei migliori auguri. PACE a tutti!!!


Decine di ricerche svelano le proprietà benefiche del “cibo degli dei”, che ora farebbe bene anche alla memoria. Ma sarà tutto vero?

I Maya lo chiamavano il “cibo degli dei”. E’ talmente buono da non poterne fare a meno e da anni la scienza si affanna a scoprirne sempre nuove proprietà benefiche. In sintesi:
– contiene flavonoidi, sostanze della famiglia dei polifenoli, importanti antiossidanti che rendono elastici i vasi sanguigni e più fluido lo scorrere del sangue, dunque fa bene al cuore;
– abbassa la pressione del sangue;
– apporta all’organismo più fosforo del pesce e riduce il livello di colesterolo;
– contiene la serotonina, che rilassa, ma anche la caffeina e la teobromina, che fanno sentire più attivi, la feniletilamina e l’andammide, capaci di dare sprint e favorire la concentrazione;
– è antidepressivo e stimola gli stessi ormoni secreti nell’organismo durante l’atto sessuale.
Insomma, il cioccolato sembrerebbe essere un alimento davvero unico in grado di creare una situazione di benessere psico-fisico. Tutto vero o tutto falso? A cosa dobbiamo credere? Gli studi scientifici dicono certamente la verità, ma bisogna saperli leggere bene e, quando vengono commissionati da qualche grande azienda del settore, vanno presi con le pinze.
Come se la gente avesse bisogno di un motivo in più per amare la fantastica tavoletta, gli ultimi studi suggeriscono che un nuovo tipo di cacao potrebbe migliorare le funzioni cerebrali e ritardare il declino dovuto all’invecchiamento. Alcune sostanze contenute nei chicchi di cacao prima che vengano trattati sarebbero infatti in grado di fare un gran bene alla memoria e alle capacità di apprendimento e sarebbero persino capaci di tenere a bada l’avanzare della demenza senile. Tuttavia, al momento è ancora difficile stabilire quanto di questi composti sopravviva effettivamente nella cioccolata commerciale dopo i processi di raffinazione.
Uno studio su topolini da laboratorio – metà dei quali alimentati con cacao arricchito di flavanoli, ingredienti presenti in alcuni tipi di cacao – ha mostrato in una serie di esercizi l’aumento delle capacità mnemoniche nei ratti a dieta speciale. E una ricerca britannica ha dimostrato che i flavanoli provocherebbero un aumento dell’irrorazione sanguigna per un periodo di due-tre ore, con effetti positivi per il cuore e per il cervello.
Insomma, il dibattito sul cioccolato si è arricchito di un nuovo, interessante capitolo. I vecchi dubbi non vengono fugati e di nuovi se ne aggiungono. Quello che ci preme ricordare è che le ricerche spesso parlano di un cioccolato creato “ad hoc”, molto diverso da quello che compriamo al supermercato, e che si tratta di un alimento molto grasso e zuccherato: inoltre, alcune delle sostanze contenute al suo interno, come i famosi polifenoli, sono contenuti in buone quantità anche in altri alimenti, sicuramente meno calorici, come frutta, verdura e olio d’oliva.
Alla fine il cioccolato bisogna mangiarlo perché piace, non perché è una medicina. Se poi può dare una piccola mano al nostro organismo…ben venga il quadratino!
Saluti radiosi

Olio extravergine … ricordate la dieta meditteranea???

Il mio amico medico (grazie Giulio) mi ha deliziato di un altro articolo che ha rielaborato un pò da uno dei suoi siti di informazione.

Mi sembra molto importante riscoprire il gusto del vero olio di oliva, quello extravergine. Ci tengo talmente tanto che sia vero olio che, se vi ricordate … io me lo vado a “fare”

Vi lascio alla lettura:

Olio extravergine di oliva: gusto e benessere E’ il simbolo della Settimana Nazionale per la Prevenzione dei Tumori dal 16 al 25 marzo. Protagonista della dieta mediterranea e nutraceutico senza pari Dal 16 al 25 marzo le piazze italiane tornano ad ospitare la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica, rinnovando uno dei principali appuntamenti della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). Lo slogan dell’edizione 2007 è “Prevenzione… mi vOLIO bene”: ancora una volta, dunque, il protagonista delle nostre tavole, condimento principe della dieta mediterranea e ormai noto per le sue qualità benefiche proprio in termini di prevenzione delle malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di tumore, sarà il simbolo di questo importante appuntamento. La settimana sarà caratterizzata da un ricco carnet di appuntamenti per informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza della cultura della diagnosi precoce e della prevenzione, concetti fondamentali capaci di fare la differenza nella lotta contro i tumori. I volontari della LILT saranno a disposizione nelle piazze per rispondere a domande, dare informazioni e consegnare, in cambio di un contributo, una bottiglia di olio extravergine di oliva rigorosamente certificato. Se è ormai certo che circa il 40% dei tumori sia causato dalla errata alimentazione, è altrettanto assodato che esistono davvero alimenti anti-cancro, come le carote, il pomodoro, il cavolo e, appunto, l’olio extravergine di oliva. Adottando uno stile di vita più salutare, a cominciare dalla tavola, e al contempo sottoponendosi a controlli preventivi periodici, è così possibile evitare lo sviluppo di tumori e migliorare lo stato di salute. L’olio extravergine di oliva ha un elevato contenuto di polifenoli, composti organici con accentuate proprietà antiossidanti. A questi si aggiungono i grassi non saturi, che costituiscono un’alternativa salutare ai grassi di origine animale. L’accoppiata polifenoli-grassi aiuta a ridurre il colesterolo “cattivo” e allevia lo stress cardiaco derivante dai processi di ossidazione. Consumato regolarmente crudo, l’extravergine tiene dunque alla larga le malattie cardiocircolatorie quali ictus e infarto. Non solo: combatte la stitichezza e protegge da alcuni tipi di tumori come quelli al seno, alla prostata, al colon e alla laringe. Il merito va alla sua componente fenolica e in particolare all’idrossitirosolo, uno dei fenoli biologicamente più attivi contenuti nell’extra vergine: lo ha dimostrato una recente ricerca condotta dall’Università di Perugia. Attraverso un’analisi in vitro si è evidenziato che l’idrossitirosolo agisce come detossificante nei confronti di quei composti, agenti DNA mutanti, che possono indurre il cancro, aumentando la capacità della cellula di riparare il proprio patrimonio genetico. Nel caso il processo tumorale progredisca l’idrossitirosolo è in grado di esplicare un’azione positiva, evitando la proliferazione e la mitosi della cellula oppure favorendo l’apopstosi della cellula, una sorta di dolce morte, prima dell’insorgenza della neoplasia vera e propria. Elemento essenziale della cara, vecchia dieta mediterranea, l’olio extravergine è dunque un alleato prezioso della nostra salute. Ma, come sempre, sappiamo bene che un alimento benefico, se assunto in quantità eccessive, rischia di diventare dannoso, anche per la linea. Per non ingrassare il consumo ideale non dovrebbe superare i due-tre cucchiai al giorno, rigorosamente crudo. L’extravergine va preferito a quello di semi anche per friggere perché, deteriorandosi meno alle alte temperature, si riduce la formazione di sostanze tossiche. Ma è sempre meglio non abusare di questa tecnica di cottura.

Saluti radiosi

Angolo di Giulio – Arrivano i pollini … il risveglio della natura ed il problema dell’allergia

Chiamerò questa raccolta l’angolo di Giulio, il mio amico medico che mi ha deliziato di un altro articolo che ha rielaborato un pò da uno dei suoi siti di informazione.
Sarebbe bello capire il perché di queste allergie e smettere di occuparsi delle cure delle stesse prevenendole; io sono sempre piuttosto malfidato e pensa che difficilmente ci sarà qualcuno che si dedichi al risolvere le cause perchè troppi ci speculano sopra …. io rimango della mia idea, sono quello che mangio quindi è importante una dieta varia e una particolare attenzione a quello che ingeriamo. Spazio a Giulio ora.
Conoscere gli allergeni e curare le allergie è importante per una migliore qualità della vita e per prevenire malattie più serie, come l’asma.
Primavera in arrivo, allergie dietro l’angolo. Eccoci dunque ad affrontare l’argomento principe della stagione, che purtroppo anno dopo anno coinvolge sempre più persone: le malattie allergiche debilitano, infatti, indistintamente uomini e donne, giovani e meno giovani. Lo sa bene chi soffre di allergia ai pollini: uscire all’aria aperta può diventare davvero un incubo!
Tra le varie forme allergiche, le più diffuse colpiscono l’apparato respiratorio, con sintomi come prurito al naso, al palato e agli occhi, lacrimazione eccessiva, naso chiuso, starnuti continui. La rinite allergica rappresenta la forma più comune di malattia atopica. E’ causata nella maggior parte dei casi dall’inalazione di allergeni come i pollini o derivati dagli acari della polvere di casa, dalle muffe, dai peli di cani e gatti.
Secondo le ultime stime la rinite allergica colpisce tre italiani su dieci e, se il trend dovesse essere confermato, nel 2020 potrebbe soffrirne il 50% dei giovani tra 0 e 14 anni! E’ la tesi, piuttosto inquietante ma non fantascientifica, dell’allergologo Walter Canonica dell’Ospedale San Martino di Genova. Difficile stabilire le cause del fenomeno, ma di certo giocano un ruolo importante il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico, nonché l’inquinamento “indoor”.
Non solo pollini, dunque: anche le mura domestiche nascondono insidie da non sottovalutare e spesso l’aria di una casa può essere più inquinata di quella esterna a causa di formaldeide, acari e muffe contenuti nelle tappezzerie e nelle moquette o di alcuni composti presenti nei prodotti di pulizia. L’importanza di avere un’elevata qualità dell’aria interna è ancora maggiore se si considera che la popolazione urbana passa il 90-95% del proprio tempo in ambienti chiusi! “Nella mia infanzia si andava fuori a giocare all’aperto – racconta Canonica – oggi invece si rimane inchiodati di fronte alla tv o alla playstation”. Le imposte alle finestre, poi, non lasciano passare un filo d’aria: certamente un vantaggio in termini di risparmio energetico, ma il conseguente aumento del tasso di umidità interno favorisce la presenza di acari o altre cause di allergia.
Pur essendo la rinite allergica così diffusa, solo una persona su sei si rivolge al medico, perché si sottovalutano i sintomi e si ricorre ai rimedi fai da te. Molto male: si tratta di una malattia apparentemente banale ma è uno dei principali fattori di rischio per l’asma. Otto asmatici su dieci soffrono anche di rinite allergica e nella storia naturale del 40% dei pazienti con asma bronchiale vi è una fase iniziale di sola rinite. Rinite e asma vanno dunque a braccetto, ma quasi un quinto dei medici di famiglia non conosce questo legame.
L’asma è una malattia che influisce pesantemente sulla qualità della vita: chi ne soffre (ben cinque milioni di italiani) lamenta una tosse persistente, difficoltà nel mantenere l’attenzione e la concentrazione, nel dormire, nel respirare. Per non parlare della paura di morire per una crisi!
Vale la pena ricordarlo: dall’asma non si guarisce. E’ però vero che con le giuste cure, sempre indicate dal proprio medico, se ne possono alleviare i sintomi. Ma la strada migliore da seguire rimane quella della prevenzione e passa anche attraverso la conoscenza degli allergeni e la cura delle allergie.

Comparazione tra due bagno schiuma naturali

Visto che scrivo qualcosa anche sul blog degli ingasati stasera volevo mettervi a conoscenza di una nuova iniziativa del GAS che è quella di iniziare a fare dei confronti di prodotti per quelli che acquistiamo rispetto a quelli che si trovano in commercio per valutarne meglio la scelta.

Insmma provare a leggere ed interpretare l’etichetta con l’aiuto di qualche “esperto” … che non sono sicuramente io 🙂

Provate ora ad andarvi a vedere il confronto fra bagno schiuma … addirittura con gli attuali fornitori del GAS ci sono tre possibilità di scelta per questo articolo.

Un grazie anche a Paolo che ha aggiustato la grafica!!!

Saluti radiosi

Buon compleanno vitamina C

Un amico medico mi ha mandato questo interessante articolo.

Spero inoltre che l’amico medico vorrà aiutarmi nella pubblicazione di qualche articolo che serva a presentare una medicina veramente fantastica quale l’omeopatia a chi magari non crede troppo a questo tipo di cura e che io e la mia famiglia pratichiamo da oramai 7 anni (grazie a lui che ci segue) con grandi soddisfazioni per tutti.

Isolata 75 anni fa, ogni anno nuovi studi ne confermano le grandi potenzialità terapeutiche, persino nella protezione da alcuni tumori

Ha 75 anni e non smette di stupire. Ogni anno centinaia di studi e articoli scientifici ne rivelano nuovi effetti benefici, che ormai spaziano dalla classica prevenzione del raffreddore alla terapia delle malattie cardiovascolari alle proprietà contro l’anemia e il diabete. Stiamo parlando della vitamina C.
Il primo successo di questa piccola molecola fu contro lo scorbuto (da cui il nome scientifico di acido ascorbico), una malattia che colpiva soprattutto i marinai che, durante i lunghi periodi sulle navi, non potevano alimentarsi con cibi freschi e soprattutto non mangiavano sufficienti quantità di frutta e verdura. Nel 1921 il composto antiscorbutico venne denominato vitamina C e nel 1932 venne isolato e cristallizzato da Joseph Svirbely e da Albert Szent-Gyorgyi. Nel 1934 Walter Norman Haworth e Tadeus Reichstein riuscirono a sintetizzare la molecola in laboratorio. Per questo risultato, nel 1937 Haworth vinse il premio Nobel per la chimica.
Della vitamina C conosciamo tante cose: le caratteristiche chimiche, il modo in cui viene assorbita e le malattie che può contribuire a curare. Sappiamo che aiuta a prevenire alcune allergie, che aumenta le difese immunitarie aiutando l’organismo a difendersi dagli attacchi virali, che rafforza ossa e denti e che aiuta la cicatrizzazione delle ferite; conosciamo il suo effetto protettivo sulla mucosa gastrica e l’azione di contrasto nei confronti dei radicali liberi che sono rilasciati, ad esempio, quando si fumano le sigarette. Non basta: questa preziosa sostanza favorisce l’assorbimento di calcio (minerale la cui carenza è causa dell’osteoporosi) e di ferro, indispensabile al nostro organismo ma che viene perduto durante il ciclo mestruale. Nelle donne, poi, la vitamina C è indicata in caso di cistiti ricorrenti (per prevenire le infezioni al tratto urinario) e per diminuire il rischio che, in gravidanza, si sviluppi una forma transitoria di diabete (2-5% dei casi). Pensate a tutto questo e sappiate che sulle potenzialità che può avere dal punto di vista terapeutico c’è ancora molto da fare!
La dose consigliata di vitamina C oscilla tra i 45 e i 60 microgrammi al giorno, ma ci sono studiosi che consigliano di arrivare fino a 9 grammi! La cosa certa è che basterebbero un paio di arance al giorno o, meglio, un paio di kiwi, per assumere la quantità sufficiente a prevenire l’insorgenza di molte malattie croniche; quasi tutte, secondo Linus Pauling, premio Nobel per la Chimica nel 1954. Forse non sarà proprio così, certo è che la vitamina C ha dimostrato di avere effetti positivi nei malati di AIDS, di difendere dagli effetti dell’inquinamento e gli studi più recenti hanno dato risultati promettenti persino per quanto riguarda la protezione da alcuni tumori, in particolare quelli derivati dal fumo.
La vitamina C è contenuta in agrumi, fragole, kiwi, peperoni, cavoli, cavolfiori, pomodori e anche in verdure verdi a foglia come la lattuga o il radicchio. Il problema, però, è che l’acido ascorbico è sensibile all’ossigeno, alla luce e al calore. Cucinare i pomodori, ad esempio, fa diminuire considerevolmente (25-60%) la quantità di vitamine che possiamo assorbire; l’inscatolamento provoca perdite che oscillano dal 50 all’80% nei vegetali (fino al 65% nella frutta) e dal 6 al 30% nei succhi di frutta. Infine, le arance o i kiwi andrebbero mangiati a digiuno, perchè in questo momento l’assorbimento è più facile.
Nel caso l’apporto di vitamina C garantito da una dieta corretta non fosse sufficiente, possono venire in soccorso al nostro organismo i molti integratori esistenti in commercio. Molti continuano a mettere in discussione il loro valore nell’alimentazione e nella salute dell’uomo. Noi vi vogliamo semplicemente ricordare alcune raccomandazioni: affidarsi ai prodotti giusti, non superare le dosi consigliate, seguire sempre il consiglio del proprio medico.

Saluti radiosi